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I medici si scagliano contro Scura, 15 primari
si dimettono a Vibo: attacchi anche a politica

Calabria
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di GIANLUCA PRESTIA

VIBO VALENTIA – Un gesto clamoroso ma non del tutto inaspettato. Una decisione che certifica ancora una volta come il decreto di riorganizzazione della rete ospedaliera voluta dal commissario alla Sanità Massimo Scura proprio non possa trovare condivisione tra gli addetti ai lavori. E così ben 15 primari vibonesi presentano un documento all'azienda sanitaria provinciale, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al prefetto Carmelo Casabona in cui rassegnano le dimissioni.

Contro il commissario Scura solo ieri si sono scagliati i sindaci del Pd nella manifestazione per l'insediamento del forum dei primi cittadini, mentre pochi giorni fa la protesta aveva riguardato i comuni dell'area che ruota intorno all'ospedale di Praia a Mare (LEGGI).

Un decreto, viene riportato nel documento, che «conferma un trend di penalizzazione e vessazione nei confronti del presidio ospedaliero di Vibo, gradualmente spogliato dal 2007 ad oggi, di varie strutture complesse». E per l'appunto si citano Nefrologia, Microbiologia, Malattie Infettive, Medicina Nucleare, Orl, Oculistica, Centro trasfusionale. A questo si aggiunge «il dimezzamento dei posti letto nel contesto di una popolazione provinciale globalmente ridotta di oltre 15 mila unità prevalentemente di età giovanile compensato da circa 4 mila immigrati senza reddito fisso e con un incremento dell’età anagrafica media e di una rappresentazione demografica che privilegia le classi più avanzate di età». Una sperequazione, a giudizio dei medici che sarebbe assoluta in termini di: assegnazione di posti letto per mille abitanti, pari al 50% dei riferimenti nazionali.

L'IRA DI OLIVERIO CONTRO IL DECRETO DI SCURA

Nel documento si fa inevitabilmente riferimento al nuovo presidio ospedaliero provinciale che il decreto Scira fissa attivo nel giugno del 2018 (per molti un'utopia visto che ancora non c'è neanche la prima pietra). Secondo i 15 primari la previsione di realizzazione con 350 posti letto in fase di progettazione esecutiva è «frutto di un accordo di programma pubblico-privato con molte onerose esposizioni fideiussorie private che, in assenza del rispetto degli accordi, determinerebbe un contenzioso amministrativo e penale che, non solo bloccherebbe la realizzazione della struttura ma ne depaupererebbe colpevolmente i fondi con le prospettive di un’ennesima “incompiuta”».

E se da un lato si evidenzia la realizzazione in altri ambiti territoriali «di inspiegabili fotocopie plurirappresentate, fonti di dispendio economico oltre che di inutilità gestionali», dall'altro di evidenzia il «riscontro di assoluta assenza di linee programmatiche in funzione delle risorse disponibili, delle sterili attività realizzate con esagerata e discrepante disparità numerica ed in spregio alle evidenze scientifiche di riferimento».

Ultimo punto è rivolto alla politica e alle istituzioni di cui «si verifica la totale assenza di referenti autorevoli», a cui aggiungere «la sovrapposizione di responsabilità nella testimonianza operosa della nostra attività professionale in una struttura alberghiera da terzo mondo ed in assenza di tutela». Da qui pertanto la rassegnazione delle dimissioni dei 15 primari: Consoli, Zappia, Ascoli, Scafuro, Santamaria, Greco, Soriano, Comito, Baldari, Oppedisano, Traclò, Corigliano, Anastasio, Procopio e Imbarlina. A loro si aggiunge Antonio Talesa in qualità di dirigente del 118.

In serata è giunta la nota ufficiale dell'Azienda sanitaria che richiama i medici al senso di responsabilità: «Da notizie apparse sugli organi di stampa l’Azienda ha appreso delle dimissioni “rassegnate nelle mani del Prefetto di Vibo e contestualmente nelle mani del Ministro della Salute dei direttori delle Unità Operative del Presidio Ospedaliero di Vibo". Pur comprendendo lo stato d’animo degli operatori sanitari e l’amarezza per le criticità che affliggono, non da ora, la sanità vibonese l’Asp guidata dal dg Angela Caligiuri ritiene «indispensabile formulare un forte richiamo alla responsabilità di tutti, nell’interesse preminente della popolazione e dei pazienti, invitando gli interessati a rivedere la propria decisione». E così, con l'obiettivo di operare una valutazione congiunta della situazione venutasi a creare e degli eventuali provvedimenti da adottare, sarà convocato, a breve, un Collegio di drezione allargato a tutti i direttori di struttura complessa.

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