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Ponte sullo Stretto, i dubbi di Cantone sull'opera
«È una scelta politica, ma mi chiedo se sia utile»

Calabria
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ROMA - La realizzazione dell'opera pubblica forse più famosa e controversa d'Italia, il Ponte sullo Stretto, che nell'idea dei suoi sostenitori dovrebbe unire la Sicilia alla Calabria accorciando i tempi di percorrenza per raggiungere e lasciare l'isola, torna all'attenzione dell'opinione pubblica dopo l'annuncio degli scorsi giorni del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ad Isoradio aveva aperto alla realizzazione dell'infrastruttura anche se rimarcando come prima fosse necessario completare le strade e le autostrade in Calabria e in Sicilia.

A riportare in cima all'agenda dei giornalisti la questione è il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, che, sollecitato da Maria Latella su Sky durante la trasmissione "L'intervista" ha chiarito che realizzare l'opera «è una scelta politica».

Ma Cantone, dopo aver rimarcato che «non si possono non fare le opere pubbliche per paura del rischio di infiltrazioni della criminalità», perché «non saremmo uno Stato credibile», punta l'attenzione su aspetti diversi. Per Cantone, infatti, la questione, piuttosto, è un'altra ossia se l'opera «sia utile».

Il responsabile dell'anticorruzione, infine, ha aggiunto che «fare il ponte di Messina non avrebbe senso senza un impianto infrastrutturale nella zona, con la Salerno-Reggio Calabria che non è finita» ribadendo di trovarsi «d’accordo con il ministro Delrio».

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