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Verso le elezioni, Coscarelli in redazione
«Le idee dei Cinque Stelle per Cosenza»

Calabria
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Gustavo Coscarelli, candidato sindaco del Movimento Cinquestelle, nella redazione del Quotidiano del Sud di Cosenza

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di ALESSANDRO CHIAPPETTA

COSENZA - Il candidato sindaco di Cosenza del Movimento Cinque Stelle, Gustavo Coscarelli, si sottopone alle domande dei giornalisti del Quotidiano nella redazione di Cosenza.

Sono presenti i giornalisti Michele Inserra, Maria Francesca Fortunato, Massimo Clausi e Tiziana Aceto.

«Il Movimento ha ritenuto che la mia candidatura potesse essere d'aiuto al movimento. Un po' come quei signori coi capelli bianchi che prendono la cloche nei momenti in cui l'aereo ha bisogno. Questo in un contesto in cui bisogna porre fiducia in tutti i giovani che compongono il movimento, bisogna dare spazio per le idee dei giovani, idee concrete, non slogan».

Come è nato il rapporto con Morra?

«E' nato in un incontro casuale quando incontrò l'Ordine degli Ingegneri. Da lì è nato un rapporto costruttivo e di collaborazione».

Lei aveva voglia di fare politica attiva?

«Sì. Avevo voglia di mettere a disposizione la mia esperienza maturata in tanti anni di professione».

Quale è la prima sfida che si sente di lanciare?

«Quella dei budget per la compagna elettorale. Vogliamo dimostrare che si può fare campagna elettorale senza occupare teatri o magazzini ma solo stando in mezzo alla gente».

Quali idee avete per la città?

«Noi non siamo un movimento di protesta. Siamo un movimento che abbina la protesta alla proposta. Pensiamo al centro storico. Si sentono dire le stesse cose da 40 anni. Bisognerebbe iniziarlo a chiamare periferia storica, non più centro. Sono anni che si parla delle stesse cose, del ponte di Calatrava si parlava anche all'epoca di Mancini, si parla sempre dell'emergenza idrica. Sarebbe ora di risolverli questi problemi»

Proposte?

«Rinunceremo al trenta per cento delle nostre indennità se eletti, per devolverle a chi ha bisogno. E sono tanti. Non è un caso se ho inaugurato la mia campagna elettorale in un asilo per i bambini autistici. Abbiamo scoperto che a Cosenza c'è una emigrazione sanitaria fortissima, a Pisa c'è una lista di attesa di 24 ore. Perchè? Ci sono cose che possono essere attuate con buona volontà, anche se non sono competenze di un sindaco ma un sindaco può comunque fare qualcosa iniziando a relazionarsi con la Regione o con gli altri Comuni».

Cosa ne pensa dell'ipotesi di costruire un nuovo ospedale?

«Non ci vogliono costruzioni di nuovi ospedali, bisogna privilegiare il contenuto, non i contenitori».

E della metropolitana leggera?

«E' un danno. Una metro di superificie serve un bacino di 400, 500mila abitanti, qui siamo molti di meno. I mezzi pubblici devono essere quelli dell'ultima generazione. Si possono fare parcheggi alle porte della città, dare una city card e favorire una circolazione alternativa e sostenibile. Siamo arrivati a un punto in cui a qualsiasi ora del giorno e della notte non si può più circolare. Nessuno poi misura la quantità delle polveri sottili».

Per il centro storico che idee ha?

«E' una perla. Abbiamo studiato e abbiamo delle soluzioni. Serve una schedatura del dipartimento di ingeneria dell'università per capire la vulnerabilità sismica. Poi si potrebbe agire per ambiti di quartiere con esperimenti pilota, con fondi europei diretti e indiretti ma anche con finanziamenti privati. Il centro storico di Cosenza storicamente ha ospitato grandissimi orafi. Perche non riproporre questa cosa, magari coinvolgendoli, mettendogli a disposizione i palazzi? Ancora: perchè non spostare la facoltà di Lettere classiche nel centro storico? Queste sono idee che potrebbero attrarre investimenti. Le risorse sono tante, basterebbe ingegnerizzarle ma senza fare slogan. E fare marketing territoriale, richiamando i figli di questa terra ormai lontani per vedere se hanno voglia di fare qualcosa per la loro città»

Rispetto a 5 anni fa, quando il M5S si candidò a sindaco di Cosenza con Pastore, cosa è cambiato?

«Molte cose, ritengo, anche se all'epoca non ero vicino al movimento. Il Movimento oggi è costituito su basi culturali. Si lavora per tavoli e a questi tavoli partecipano esperti di ogni settore che andiamo a studiare. Questo poi realizza il nostro programma che noi poi diffondiamo ai nostri membri. La politica fa fatta con atti di buona volontà, senza parlarsi uno sull'altro. La gente vuole sentire proposte, speranze, ideali, fiducia. E' questo che la nuova politica deve dare, i miei interventi non sono mai per parlare contro qualcuno, ma solo per realizzare qualcosa. 

Chi c'è nella sua lista?

«Spiccano professionisti con un età media di 52 anni. I giovani? Forse non si sentono ancora pronti».

 

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