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Elezioni a Platì, «Sono stata boicottata dal mio partito»

Attacco al vetriolo di Anna Rita Leonardi al Pd 

Calabria
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Anna Rita Leonardi con i documenti per la presentazione della lista

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ROMA - La decisione di rinunciare alla candidatura a sindaco di Platì per Anna Rita Leonardi rischia di diventare un vero e proprio caso politico se non nazionale quanto meno regionale. A generare la polemica è la stessa protagonista della vicenda che con una intervista rilasciata a Repubblica spiega i motivi della sua resa e la conseguente decisione di non candidarsi a primo cittadino di Platì, comune del Reggino sciolto per mafia e guidato da una commissione straordinaria per diversi anni anche a causa della mancata presentazione di candidati all'ultima elezione, malgrado l'annuncio ufficiale dato dal premier Matteo Renzi ai tempi della Leopolda.

Secondo quanto affermato dalla Leonardi alla base della decisione ci sarebbe un vero e proprio boicottaggio della sua candidatura da parte del Partito Democratico a livello locale e forse anche regionale: «Per quanto tu abbia determinazione e voglia, se non hai firme e candidati non c'è niente da fare. Avevamo trovato quattro giovani che sarebbero stati disponibili ad impegnarsi con noi, poi avremmo completato la lista con degli esterni. Ma poi hanno fatto un passo indietro». C'è molta amarezza nelle parole della Leonardi che aggiunge: «È stata convocata una riunione a Roma» dalla quale «è emerso che non c'erano più le condizioni per presentare una lista». E a questo punto arriva la stoccata: «Per un anno sono stata boicottata non solo da una parte del paese, ma anche da una parte del mio partito regionale. Il segretario provinciale Sebi Romeo, e il segretario regionale Ernesto Magorno mi sono stati vicini, come tutto il nazionale, ma molti dirigenti locali mi hanno apertamente osteggiata e questo mi ha reso poco credibile».

Per la Leonardi, inoltre, «una parte del Pd calabrese ha lavorato apertamente perché questo progetto non funzionasse». Accuse pesanti che comunque sembrano essere solo il prologo di una vicenda che vivrà di nuove puntate nei prossimi giorni visto che la stessa ormai ex candidata in pectore di Renzi per Platì si è riservata di fare nomi e cognomi di chi a suo dire l'ha osteggiata impedendole di candidarsi: «Fin dal principio ho messo paletti molto chiari per la formazione delle liste. Forse ho pagato la mia rigidità. C'era chi diceva che fossi lì a fare 'lo sbirro'». Un punto, però, sembra essere chiaro nella mente della giovane esponente renziana: «Questa storia non ha nulla a che fare con la 'ndrangheta, è solo un fallimento politico».

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