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Elezioni a Cosenza, partita chiusa per Ncd e Iaconianni

Il Tar rigetta i ricorsi, le liste escluse dalla corsa

Calabria
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COSENZA - Il Tar calabrese ha rigettato i ricorsi elettorali del Nuovo Centrodestra e della lista Hettaruzzu Hebdo, confermando l’esclusione dalla prossima tornata amministrativa di “Cosenza Popolare”, tra i simboli che sostenevano Enzo Paolini, e dell’aspirante sindaco Vincenzo Iaconianni.

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Ad Ncd era stato contestato il mancato richiamo, nella documentazione relativa ai candidati al consiglio comunale, alla legge Severino e alle condizioni di incandidabilità previste. In buona sostanza, gli aspiranti consiglieri comunali di “Cosenza Popolare”, nel dichiarare l’insussistenza di cause di incandidabilità, hanno fatto riferimento all’articolo 58, comma 1, del decreto legislativo 267/2000. Riportato, copia e incolla, in tutte le 32 accettazioni di candidatura.

Peccato che quel comma dell’articolo 58 del Testo Unico sia stato abrogato e sostituito dall’articolo 10 della legge Severino. «Un mero refuso di stampa» lo definisce Ncd nel ricorso. Per il Tar, invece, è come se la dichiarazione di insussistenza delle condizioni di incandidabilità fosse assente, non soltanto incompleta, perché il richiamo alla vecchia normativa non esaurisce tutte le condizioni ostative previste dalla legge Severino.

Ecco perché, argomenta ancora il Tar, anche l’integrazione della documentazione o il «soccorso istruttorio», una volta scaduti i termini di presentazione, vanno respinti. Perché non si tratta di sanare nere irregolarità, dicono i giudici amministrativi, ma «di integrare dichiarazioni carenti di elementi essenziali previsti dalla legge». E in questo il soccorso istruttorio non è possibile. Storia diversa, invece, per la lista “Hettaruzzu Hebdo”. Il simbolo di Iaconianni è uscito fuori dalla campagna elettorale perché la commissione elettorale ha depennato quattro candidati al Consiglio portando la lista sotto la soglia minima dei 21 componenti. I quattro candidati sono stati ricusati perché le firme, sugli atti di accettazione delle candidature, erano state autenticate da funzionari comunali ma fuori Cosenza.

«I funzionari incaricati dal Sindaco non possono svolgere funzioni di autenticazione i cui effetti si producano al di fuori dell’ente locale nel quale sono incardinati» dice il Tar, citando le norme previste dalla legge 53 del ’90 e pronunce del Consiglio di Stato. Il Tar, poi, rileva che «i sottoscrittori interessati non si sono tempestivamente avvalsi della facoltà di produrre “nuovi documenti” direttamente dinanzi alla Commissione elettorale».

E qui sorge il problema. «Quando avremmo potuto produrre “tempestivamente” nuovi documenti, se la lista è stata informata della ricusazione solo lunedì alle 14, con la notifica del provvedimento della commissione elettorale? » dice il candidato a sindaco Vincenzo Iaconianni. I tempi, insomma, per ricorrere al “soccorso istruttorio” – quello, ad esempio, che Ncd aveva cercato di attivare già da domenica pomeriggio – non c’erano più, insiste il candidato di “Hettaruzzu Hebdo”.

«La notizia è arrivata prima ai giornalisti che ai presentatori della lista. Quando la documentazione è stata consegnata ci è stato detto che era completa, nessuno ha mai segnalato problemi. Perché ci saremmo dovuti preoccupare di integrare una documentazione che per noi, almeno fino a lunedì pomeriggio, era in ordine? ­– conclude Iaconianni – Al termine dei lavori della commissione noi siamo stati messi dinanzi alla ricusazione della lista, con un provvedimento che ammetteva a quel punto solo ricorso al Tar entro tre giorni».

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