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Elezioni, Guccione svela i retroscena della sconfitta e attacca

«Serve un cambiamento del Pd a Cosenza e in Calabria»

Calabria
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Carlo Guccione

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COSENZA - La vittoria al primo turno di Mario Occhiuto alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Cosenza (LEGGI) ha innescato in seno al Partito Democratico calabrese una riflessione dura la cui apertura con forti dosi di polemica è giunta proprio dal candidato a sindaco del partito, il consigliere regionale Carlo Guccione.

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In una intensa conferenza stampa, infatti, il candidato sindaco, dopo aver manifestato i propri auguri al neo primo cittadino, ha voluto ricordare «alcuni passaggi che evidenziano gli errori politici».

Guccione ha raccontato di come fu chiamato dal segretario del Pd Ernesto Magorno «nel settembre del 2015 per propormi la candidatura ed iniziamo a ragionare, insieme con Lotti e Guerini. Poi il percorso si è interrotto, probabilmente perché una parte del partito non condivideva la mia candidatura e sono entrati in campo Presta e Paolini. I sondaggi già davano un consenso bulgaro nei confronti di Occhiuto. Si parlava, inoltre, di 14 liste che mi avrebbero sostenuto, ma in realtà non c'erano. Presta si ritira (LEGGI) e in pochi giorni siamo arrivati alla mia candidatura (LEGGI) e abbiamo chiuso con otto liste, con una serie di errori politici che hanno comportato una difficoltà».

Svelando i retroscena nascosti dietro la sua candidatura e il risultato elettorale, poi, Guccione ha precisato che «nonostante le perplessità che già avevo espresso, mi sono candidato consapevolmente. Non è stato un sacrificio, ma una scelta politica, per dare una prospettiva al centrosinistra a Cosenza. Il dato elettorale eclatante è che le liste di Occhiuto hanno preso il 55%, accaparrandosi il premio di maggioranza. Questo significa che una parte del centrosinistra e dei grillini ha votato Occhiuto. Non sono un ingenuo e sapevo delle lotte intestine interne alla coalizione del centrosinistra, prima, dopo e durante Presta, e che di certo non scompaiono con una candidatura di prestigio».

Ma a questo punto è il momento di cambiare la situazione «le cose - ha affermato Guccione - non posso rimanere così. C'è bisogno di un cambiamento a Cosenza, ma anche in tutta Calabria. Non chiedo la testa di nessuno, ma le cose sono così oggettive che non possiamo non tenerne conto. C'è chi ha combattuto con noi e chi ha votato gli altri. Così non abbiamo vita lunga, abbiamo bisogno di un progetto politico e di governo che allo stato non c'è. Un problema che non può essere risolto con la caccia al responsabile. Il Pd deve prendere coscienza che rischia di rimanere estraneo alla Calabria. I voti presi a Cosenza, il 7%, testimoniano che il problema è reale. Non mi dimetterò da consigliere comunale perché andrò avanti fino in fondo, mettendoci la faccia e battendomi per tutto ciò che ho predicato in campagna elettorale, in primis la legalità».

Malgrado tutto, però, Guccione è convinto che il Partito abbia «la forza di ripartire e anche rapidamente se usciamo dalle logiche di appartenenza e ci impegnamo a ricostruire il Pd. Non possiamo essere un comitato elettorale, ma un partito che raggruppa le competenze di questa città ed essere espressione vera di Cosenza». Allargando poi il discorso ha aggiunto che «il Pd nel Mezzogiorno è in difficoltà, ci sono troppi comitati elettorali. Dobbiamo costruire il partito, cambiare strategia politica».

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