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La Cgil rischia di finire nel caos, pronta la sfiducia

al segretario calabrese. Camusso lo ammonisce

Calabria
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CATANZARO - Il direttivo regionale della Cgil calabrese, secondo quanto riporta il servizio completo pubblicato sull'edizione cartacea di oggi del Quotidiano, proverà ad evitare che il “caso Gravano” si trasformi in una sfiducia per il segretario. All’interno dell’organizzazione sono state raccolte 125 firme su 201 componenti dell’assemblea regionale per portare la mozione di sfiducia nell’assemblea regionale del 20 e 21 luglio. Gravano, inviato dalla segreteria nazionale in Calabria il 17 gennaio 2012 nel ruolo di commissario dopo le dimissioni di Sergio Genco, aveva il compito di rinnovare il sindacato calabrese e avviare una netta discontinuità rispetto al passato.

Dopo i primi due anni da commissario, l’assemblea regionale lo ha eletto segretario nel 2014. Ora, a distanza di quattro anni, le cose sono precipitate. Nei giorni scorsi a Roma ci sono state diverse riunioni che hanno rappresentato i rapporti tesi tra il segretario e le strutture territoriali. Nonostante da quasi un anno c’è invito a lasciare la segreteria e a rinnovare gli organi, nulla accade. Anzi nei giorni scorsi c’è stato uno vibrato scambio epistolare tra Susanna Camusso (sarà in Calabria nei prossimi giorni) e lo stesso Gravano. L’oggetto del contendere è il nuovo segretario che Gravano ha individuato in Maria Bruno e che vorrebbe imporre, mentre la maggioranza del sindacato è per Angelo Sposato.

La Camusso ha censurato una nota stampa fatta diffondere da Gravano, definita “gravemente offensiva” nella parte in cui si sosteneva di “sondaggi poco chiari” sul successore di Gravano e nella lettera ammonisce la segreteria regionale: “Non può essere consentito a nessuno, in Cgil – scrive - di usare lo strumento della diffamazione gratuita” e ribadisce che è “Il Centro Regolatore Nazionale, unico statutariamente titolato a gestire il percorso di ricambio del segretario generale regionale” e questo, ha effettuato un primo ascolto dei Segretari Generali territoriali e di Categorie, “al quale ha eccezionalmente preso parte l'attuale segretario generale regionale, ed un secondo ascolto allargato anche ai Componenti delle Segreterie delle Strutture. Entrambi questi passaggi, del cui esito è stata informata la segreteria nazionale della Cgil, hanno avuto lo scopo di acquisire elementi utili al Centro Regolatore per avanzare all'Assemblea Generale Regionale una proposta nominativa per il prossimo segretario generale”. 

E a stretto giro è arrivata la risposta di Gravano che, parlando in terza persona, scrive: "Mai ho pensato di venir meno ad un rapporto di lealtà alla tua persona e alla segreteria, ma converrai che la nota inviata, non si sa a quale fine, dal segretario responsabile d’organizzazione nazionale dava una indicazione parziale dell’esito del sondaggio e non in maniera dettagliata di tutte le altre opzioni che erano emerse, il riferimento al termine “non chiaro” è a questa nota inopportuna e non necessaria.” Stando così le cose la Cgil rischia di finire nel caos.

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