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Lotta alla 'ndrangheta, il Movimento 5 Stelle in piazza a Reggio

Di Maio e Di Battista: «Votare subito su Bilardi e Caridi»

Calabria
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Di Battista, Di Maio, Nesci

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REGGIO CALABRIA – «Il Senato deve immediatamente calendarizzare, prima della pausa estiva, l’autorizzazione a procedere sia per Bilardi che per Caridi. Basta rinvii. È allucinante». I parlamentari del M5S Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, ieri sera sul palco del piazzale della stazione Lido a Reggio Calabria, non fanno sconti ai politici reggini coinvolti nelle inchieste della Procura della città dello Stretto. 

«Sono tre anni - ha aggiunto - che denunciamo l’alleanza tra politici corrotti e cosche. Senza i politici corrotti le cosche non avrebbero la forza che hanno. Il reato di voto di scambio politico mafioso è stato annacquato dal Pd, che ha ubbidito a Forza Italia e al Nuovo centro destra, da cui provengono i politici coinvolti in questi scandali come il senatore Caridi. La nostra proposta è che venga istituito un vero reato di scambio politico-mafioso, che hanno annacquato; di inserire il Daspo per i corrotti, e che venga creata la figura dell’agente provocatore, infiltrati dentro la Pubblica amministrazione per scovare dall’interno i reati legati alla corruzione» ha spiegato Di Battista che poi ha aggiunto riguarda il Nuovo Centro Destra che «se avesse un briciolo di dignità Alfano dovrebbe sciogliere il suo partito, anche perché ha più indagati che elettori e dovrebbe cercarsi un altro lavoro». Parlando dell’Italicum, Di Battista lo ha definito «una schifezza che combattiamo sin dal primo giorno perché produrrà un Parlamento di nominati. Una legge che combattiamo dal primo giorno. Renzi ha fatto passare l’Italicum ponendo la fiducia, un metodo vergognoso ed antidemocratico. Una legge concepita contro il Movimento 5 Stelle. Oggi che si sono accorti che l’Italicum sfavorisce il nostro movimento meno di quanto loro avevano immaginato, ecco che esce Bersani che propone il 'Bersanellum'. Ma lo scopo è sempre quello: approvare una legge elettorale che danneggi il Movimento 5 Stelle».

Dal canto suo Di Maio ha aggiunto che «le ultime inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria hanno dimostrato che senza la politica corrotta la 'ndrangheta neanche esisterebbe. Noi siamo qui - ha aggiunto - per affermare che c'è un modo di fare politica differente, un modo di fare politica in cui non c'è bisogno di voto di scambio. Una politica differente. Con il Movimento 5 Stelle abbiamo dimostrato in questi anni di essere alternativi a quanto emerge da queste inchieste che coinvolgono, tra l’altro, una volta una parte politica ed la volta successiva l’altra parte politica. Noi siamo un’altra cosa rispetto a tutto questo». Secondo Di Maio, «il Senato prima della pausa estiva, dovrebbe calendarizzare l’autorizzazione a procedere per i senatori Bilardi e Caridi».

Un’indagine dello scorso anno sui rimborsi dei gruppi alla Regione per il senatore di Ncd (nessun reato di mafia contestato), le più recenti operazioni antimafia “Mamma Santissima” e “Alchemia” per il collega di Gal. «La ‘ndrangheta è diventata un ufficio di collocamento per i politici. Dovete schierarvi: scegliete bianco o nero. Basta grigio. Che vi ha dato il voto di scambio?» urla, applauditissimo, Di Battista alle migliaia di persone assiepate nel primo tratto del lungomare cittadino per la manifestazione Cinquestelle “La notte che spazza il sistema”.

I due membri del direttorio grillino erano stati anticipati da una nutrita pattuglia di consiglieri comunali calabresi e di colleghi parlamentari del movimento giunti a Reggio per manifestare pieno sostegno a magistrati e forze e a scaldare i cuori dei «tantissimi calabresi perbene» spronandoli a dire no alla massomafia, a ripudiare gli intrecci perversi politica-burocrazia- ‘ndrine e a fare entrare l’etica nelle istituzioni. Tuona Dalila Nesci.

«Dobbiamo decidere da che parte stare, è giunto il momento di prendere una posizione netta» le fa eco l’europarlamentare Laura Ferrara. Parole forti anche dai parlamentari Nicola Morra, Giulia Sarti e Paolo Parentela, che come gli altri scandiscono nomi e cognomi di boss, imprenditori collusi, faccendieri invischiati, politici chiacchierati. Tutt’altro che un’abitudine a queste latitudini.

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