Salta al contenuto principale

Dalle cattedre di Filosofia al Viminale, il profilo di Marco Minniti nuovo ministro dell'Interno

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Marco Minniti e il suo predecessore al Viminale, Angelino Alfano
Tempo di lettura: 
2 minuti 59 secondi

CATANZARO – “Nel 1984 lei era già nei servizi segreti?”, gli ha chiesto un mese fa l’avvocato di Totò Riina durante la testimonianza nel processo sulla strage del treno 904. Lui all’epoca faceva l’assistente universitario, teneva un seminario su Abelardo e Eloisa. E politicamente era un comunista: se fosse stato una spia i compagni lo avrebbero individuato come infiltrato e espulso.

Nessuno avrebbe potuto prevedere, trent’anni fa, che il responsabile politico dell’intelligence, l’uomo degli affari riservati e delle missioni segrete, sarebbe diventato il ragazzo di Reggio Calabria con la tessera del Partito comunista.

Marco Minniti, 59 anni a giugno, festeggia questa settimana ventitré mesi a Palazzo Chigi da sottosegretario con delega ai servizi segreti, nella stanza di via dell’Impresa adornata da statue di Pulcinella e da modellini di aeroplani. «È l’unico esponente del Pd sopravvissuto sulla propria poltrona al passaggio di governo da Enrico Letta a quello dell’ex sindaco di Firenze», così scriveva il vice direttore de L’Espresso, Marco Damilano, il 21 maggio 2015 in lungo profilo a lui dedicato.

Dunque, Marco Minniti è un ministro calabrese (LEGGI LA NOTIZIA DELLA NOMINA). Non è che la Calabria abbia avuto tanti ministri nella lunga storia della Repubblica. La memoria ci ricorda, per non andare ancora più indietro, i nomi Fausto Gullo, Gennaro Cassiani, Giacomo Mancini, Riccardo Misasi, Mario Casalinuovo, Agazio Loiero, Maria Carmela Lanzetta.

Domenico Minniti detto Marco, nato a Reggio Calabria, 6 giugno 1956, è laureato in filosofia. Nella sua famiglia i militari sono di casa: il papà e lo zio sono generali, in divisa sono i suoi fratelli. Ha due figlie, Serena e Chiara. Cresciuto nel Partito comunista sin dalle giovanili ha percorso tutta la trafila senza mai essere un uomo di voti e di tessere. Fece il salto a Roma chiamato da Massimo D’Alema pur non essendo egli in quel momento un dalemiano. Anzi faceva parte dei “pontieri” vicino a Bassolino (come Nicola Adamo e Mario Oliverio). Divenne uno dei quattro “Lothar” (nome di un personaggio del fumetto Mandrake) con Nicola Latorre, Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino. Poi ruppe con D’Alema avvicinandosi a Walter Veltroni e, quindi, a Matteo Renzi con cui condivideva l’esperienza adolescenziale negli scout, «con – aggiunge Damilano - l’ex direttore della Dia Arturo De Felice, il questore di Catania Marcello Cardona e l’agente del Sismi Nicola Calipari, ucciso in Iraq dieci anni fa dai soldati Usa durante la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena. Ragazzi cresciuti nella Reggio Calabria dei primi anni Settanta, la rivolta di destra, il boia chi molla, il coprifuoco e le barricate tra un quartiere e l’altro, le scuole chiuse per mesi».

Dal 1986 al 1988 ha fatto parte della Commissione problemi del lavoro e dell’economia della direzione del PCI che lascia per diventare Segretario di federazione di Reggio Calabria. Nel 1992 diventa segretario regionale del PDS calabrese, incarico che lascia nel 1994 quando viene nominato Responsabile del Dipartimento problemi del partito e membro della segreteria nazionale del PDS, nel 1996 ne diviene coordinatore. Con la nascita dei Democratici di Sinistra, nel febbraio del 1998, ha assunto l’incarico di Segretario organizzativo. Alle Elezioni politiche italiane del 1996 è candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Reggio Calabria-Villa S.Giovanni tra le file della lista L’Ulivo ma non viene eletto.Viene eletto per la prima volta Deputato nazionale alle Elezioni politiche italiane del 2001 nella circoscrizione Calabria tra le file dei DS. Alle elezioni politiche del 2006 è stato rieletto in Calabria alla Camera dei deputati come capolista de L’Ulivo. Con le elezioni primarie del 14 ottobre 2007 è stato eletto segretario regionale del Partito Democratico in Calabria, carica che ha ricoperto fino al 2009.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?