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Cosenza chiama Rende: la Giunta delibera la fusione dei due Comuni. E si pensa già al referendum

Calabria
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La foto della Giunta comunale di Cosenza e dei dirigenti pubblicata sulla pagina Facebook di Mario Occhiuto
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COSENZA - «Oggi abbiamo approvato la delibera per la costituzione del nuovo Comune unico di Cosenza, che nascerà dalla fusione dei Comuni di Cosenza e di Rende. Una firma che resterà nella storia». Firmato Mario Occhiuto.

Il sindaco di Cosenza con un post sulla sua pagina Facebook ha annunciato il provvedimento del suo Esecutivo che certifica la disponibilità a fondersi con il Comune di Rende per la costituzione di un'unica grande città. Un'area urbana già esistente nei fatti ma che attualmente resta divisa in due municipi.

«Oggi – ha detto Occhiuto - abbiamo approvato un documento che segnerà il futuro di questo territorio».

Il documento, concentrato in sei pagine, delinea nella premessa una lunga serie di motivazioni che evidenziano come la quotidianità dei cittadini si svolga da un Comune all’altro senza soluzioni di continuità fisica e, di conseguenza, ne attestano di fatto lo status di un unico Comune.

L’iter amministrativo ha avuto di recente nuovo impulso grazie ai numerosi incontri tra il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e il sindaco di Rende Marcello Manna. "Non è più procrastinabile – si legge nella proposta siglata oggi dalla Giunta Occhiuto – l’effettivo processo di unificazione territoriale tra i Comuni di Cosenza e Rende, per superare, finalmente, i confini tracciati secoli or sono e non più riconosciuti tali dalle decine di migliaia di cittadini che quotidianamente fruiscono del territorio dell’area urbana come un unicum indistinto che offre lavoro, commercio, sanità, cultura, attività produttive, ricreative, sociali ed assistenziali e via dicendo. Il progetto di semplificazione istituzionale potrà portare ad un miglioramento dei livelli di efficienza e di efficacia della complessiva azione amministrativa, ad una riduzione della spesa pubblica, grazie alle relative “economie di scala”, nonché ad una valorizzazione del personale dipendente delle due amministrazioni locali coinvolte".

"La fusione dei Comuni - si legge ancora - potrà portare ad una significativa valorizzazione politica, amministrativa ed economica di un territorio che, considerata la popolazione dei due enti locali, accoglierà una comunità di oltre 100mila abitanti residenti e che, dunque, potrà spendere, nei rapporti con le altre istituzioni pubbliche e private, un arricchito “potere contrattuale” nella cura degli interessi della collettività. Elemento di non poco conto, inoltre, è che le finalità della fusione vanno oltre la mera realizzazione di un unico centro di governo di una significativa porzione di territorio della Valle del Crati e sono indirizzate al miglioramento dei livelli di efficienza e di efficacia dell'azione amministrativa e dell’erogazione dei servizi ai cittadini, grazie anche alle incentivazioni economiche e finanziarie previste dalla normativa statale e regionale vigente a favore del Comune nascente dalla fusione per il decennio ad essa successivo".

"La delibera odierna - si prosegue - che sarà adottata anche dalla Giunta municipale di Rende, verrà sottoposta a referendum consultivo popolare obbligatorio, secondo le leggi vigenti, referendum che si svolgerà in entrambi i territori comunali interessati, mediante indizione da parte della Regione Calabria. Occorre tuttavia precisare che per tale referendum la legge prevede la maggioranza dei voti validamente espressi, ma in tal caso è stato ritenuto che si potrà procedere alla fusione tra i Comuni di Cosenza e di Rende solo nel caso in cui, oltre al voto favorevole della maggioranza dei voti complessivi dell’intero bacino elettorale validamente espressi, si abbia la maggioranza dei voti favorevoli anche in ciascuno dei due Comuni, sia a Cosenza che a Rende".

Cade quindi la possibilità che della nuova città unica possano far parte altre realtà, per come ipotizzato nei mesi scorsi, come Castrolibero oppure Montalto Uffugo. 

Nelle scorse settimane, inoltre, nella Presila cosentina i cittadini di cinque Comuni hanno votato in un referendum per fondersi in una unica città: ha prevalso il sì in quattro di queste (Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace e Trenta) e il no solo a Spezzano Piccolo (LEGGI LA NOTIZIA). Secondo il consiglio regionale, però, tutte e cinque i Comuni costituiranno lo stesso la nuova città di Casali del Manco.

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