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Sorical, il sindaco di Cosenza Occhiuto passa al contrattacco

 «Chiederemo il rimborso dell'acqua dispersa nelle condutture»

Calabria
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Il sindaco Occhiuto con l’avvocato Rosselli e il capo di gabinetto Molinari
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COSENZA – Il Comune di Cosenza chiederà a Sorical la restituzione delle somme corrisposte negli anni per l’acqua che è finita poi dispersa nelle conduttore cittadine. E lo farà richiamandosi al Testo unico dell’Ambiente che, nella lettura combinata degli articoli 143 e 153, «pone in capo alle Regioni o al gestore del servizio idrico integrato – spiega Agostino Rosselli, legale in forza all’avvocatura comunale – la manutenzione straordinaria delle reti cittadine, anche se sono di proprietà comunale».

L’amministrazione Occhiuto, che conta una media di 300 interventi all’anno sulla rete idrica, finanziati in larga parte con fondi comunali, chiederà la restituzione anche delle risorse investite in manutenzione. Il nuovo fronte della guerra tra Cosenza e la Sorical («ma noi vogliamo solo ristabilire la verità, non ci interessa lo scontro», dice Occhiuto) si apre in una caldissima giornata di agosto, con la stampa convocata a Palazzo dei Bruzi dal primo cittadino, per fare il punto sull’affaire idrico. La «verità», per il sindaco Occhiuto, è che la Regione in questi anni «non si è fatta carico delle proprie responsabilità» in materia e che la rete idrica cittadina non sarebbe più colabrodo come una volta.

«Grazie ai nostri interventi la dispersione è scesa dal 67 per cento del 2008 al 37,7 del 2016, sotto la media nazionale del 38 per cento. E questi sono dati Istat» ribadisce Occhiuto. Il punto di partenza, in questa nuova tenzone, è l’ordinanza del Tribunale superiore delle acque, che pochi giorni fa ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da Sorical contro l’ordinanza sindacale dello scorso 16 gennaio. Si tratta dell’ordinanza con cui Occhiuto aveva intimato alla società il ripristino della fornitura idrica fino alla portata minima di 311 litri al secondo e la consegna delle chiavi dei serbatoi gestiti da Sorical. Il giudice istruttore, ritenendo «prevalente» l’interesse del Comune volto ad assicurare l’approvvigionamento idrico della popolazione, ha respinto la domanda cautelare di Sorical e ha fissato la prossima udienza, per la discussione di merito, tra un anno (ottobre 2018).

«Già il fatto che i tempi del rinvio siano così lunghi – commenta l’avvocato Rosselli – ribadisce la legittimità dell’ordinanza ed è sintomatico della decisione finale». E cosa accadrà fino al 2018? Accanto al nuovo giudizio “risarcitorio”, il Comune si aspetta che Sorical rispetti l’ordinanza. «Non abbiamo ricevuto risposte finora – dice Occhiuto – E la fornitura si attesta attorno ai 240 litri al secondo. L’inosservanza può comportare responsabilità penali». La pronuncia del Tribunale superiore delle acque, inoltre, rischia di innescare una corsa all’ordinanza da parte degli amministratori locali. Pochi giorni fa il sindaco (Pd) di Acri Pino Capalbo, infuriato con Sorical, ha detto che è pronto a chiedere le chiavi dei pozzi «come ha fatto Occhiuto».

«In tanti mi stanno contattando – conferma Occhiuto – per avere ragguagli sul provvedimento». E anche la richiesta di restituzione del “costo” della dispersione idrica potrebbe essere richiesto a Sorical dagli altri Comuni, secondo l’avvocato Rosselli. L’ordinanza del Tribunale, dice poi ancora il legale, rappresenta un precedente «perché è il primo caso in cui si ritiene legittima un’ordinanza di requisizione dell’acqua, che nei fatti ribadisce le prescrizioni dell’ordinanza del sindaco del 2012, confermata dal Consiglio di Stato, in cui si intimava a Sorical di non ridurre la fornitura idrica».

Occhiuto esprime anche molte riserve sul nuovo servizio idrico disegnato dalla legge regionale. «Si assegna di nuovo l’intera gestione alla Sorical, soggetto peraltro in liquidazione, e si scaricano gli oneri sui Comuni. Invito anche gli altri sindaci a valutare bene le insidie contenute in questa legge» dice Occhiuto. Per l’avvocatura comunale ci sarebbero addirittura profili di illegittimità costituzionale. «Sì, perché anche in questa legge si assegna alla gestione di un bene pubblico, che è l’acqua, una rilevanza economica» spiega. L’obiettivo di Occhiuto? Rendere Cosenza autosufficiente. «Dai nostri pozzi abbiamo già recuperato 24 litri al secondo, ora arriveranno altri 40. E stiamo cercando nuove sorgenti – anticipa – Ma di certo questa non è un’attività che può portare soluzioni a breve termine».

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