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Corigliano e Rossano dicono sì alla fusione: dalle urne del referendum nasce la terza città della Calabria

Calabria
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COSENZA - Una nuova città è nata in Calabria. È il frutto della fusione fra i due comuni di Corigliano calabro e Rossano sullo jonio cosentino. La nuova città diventerà la terza della Calabria con una popolazione di 77.150 abitanti. La prima naturalmente è Reggio Calabria (182.551), la seconda è Catanzaro (90.240), la quarta Lamezia Terme (70.981) e la quinta è Cosenza (67.563).

A deciderlo sono stati ieri sera i cittadini attraverso il referendum consultivo sulla fusione. Il dato finale dice di una vittoria preonderante del sì, sia pure non omogenea. A Rossano i sì sono ufficialmente 12715 (93.8%), i no 791 (5,84%). A Corigliano il Sì ha ottenuto 7013 voti pari al 61,36%, i no, invece, hanno raccolto 4833 pari al 38,64. Bassa l’affluenza alle urne (a Rossano ha votato il 44,70% mentre a Corigliano il 33%)per quello che era un appuntamento storico per le due cittadine. Colpa, forse, anche di una campagna referendaria che troppo spesso si è trasformata in campagna elettorale, arrivando a toni non proprio idonei all’appuntamento fissato. Tanta confusione, diversi veleni che forse hanno allontanato i cittadini dalle urne. I risultati definitivi dicono che a Rossano i votanti sono stati il 41% degli aventi diritto al voto, molti di meno quelli di Corigliano il 32,97% degli aventi diritto (12.605 cittadini). Nonostante i pochi votanti il referendum ha la sua validità visto che la legge regionale non prevede alcun quorum. La palla ora passa al consiglio regionale che dovrà prendere atto dell’esito del referendum, così come fatto in passato con quello istitutivo dei Casali del Manco, e approvare una legge regionale che sancirà lo scioglimento delle due amministrazioni comunali e la nascita del nuovo comune.

Dicevamo di un appuntamento storico per lo Jonio cosentino. Il referendum arriva dopo un lungo iter avviato proprio dai due consigli comunali con le delibere n° 1 del 16 gennaio 2015 per il Comune di Rossano e la n° 3 del primo febbraio 2016 per il Comune di Corigliano che hanno dato impulso al processo di fusione. Del resto anche chi sosteneva le ragioni del No più che nel merito sollevava questioni di metodo. Come ad esempio lo stesso sindaco di Corigliano calabro, Giuseppe Geraci, che dopo aver approvato la delibera di impulso negli ultimi tempi ha cambiato idea arrivando persino a cercare di ritirare la delibera.

Nell’intervista che ha concesso al Quotidiano Geraci lamentava proprio le regole del gioco, a partire dalla mancata previsione di un quorum e dall’assenza di una serie di studi preliminari di fattibilità, capaci di dare maggiore indicazioni ai cittadini. Proprio per questo la vera partita del referendum si giocava a Corigliano dove più forti erano le perplessità in ordine alla fusione. Anche a Corigliano alla fine ha prevalso il Sì e adesso si avvierà tutto l’iter per la costruzione della nuova città che ha grandi potenzialità. Potenzialità che dopo la fusione possono aumentare, visto che lo Stato prevede trasferimenti extra per i comuni che si fondono, trasferimenti che nell’ultima finanziaria sono stati aumentati del 50%. Quattrini che dovrebbero servire, essenzialmente, soprattutto per armonizzare i bilanci, ma la cui destinazione non è vincolata. Altro nodo da sciogliere è quello della costruzione del nuovo ospedale della Sibartide. Dal 2004 si aspetta la posa della prima pietra in contrada Insiti a Corigliano. La nascita di questa nuova città significa anche avere maggior peso politico e quindi cercare di accellerare sulla costruzione del nuovo nosocomio della Sibaritide. Altro punto è quello della realizzazione del grande depuratore consortile, così come un grande lavoro politico va fatto sul futuro del porto sito a Corigliano. Nel porto insiste la più grande marineria calabrese con quasi 100 pescherecci. L’idea iniziale era quella di sfruttarlo come polo logistico soprattutto per la commercializzazione dei prodotti agroalimentari, ma le potenzialità sono molte come dimostra anche l’attracco (al momento sporadico) di diverse navi da crociera. Il sito dipende dalla Autorità portuale di Gioia Tauro per questo molti dicono che c’è la possibilità di estendere i benefici della Zes anche alla zona del porto coriglianese. Insomma questa nuova città presenta una serie di potenzialità molto interessanti, come dimostrano anche i dati economici sul Pil procapite che è fra i più alti della Calabria, basato com’è sul binomio agricoltura e turismo.

A proposito di turismo come si legge nella proposta di legge del consigliere regionale Giuseppe Graziano, le due città hanno un patrimonio storico-artistico a partire dal Codex di Rossano riconosciuto come patrimonio dell’Unesco fino al castello Ducale di Corigliano. Un patrimonio che adesso può essere messo in rete per renderlo ancora più capace di attrarre investimenti sia pubblici sia privati. Di tutte queste cose se ne parlerà a partire da oggi, una volta archiviato il risultato referendario.

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