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Il ministro Toninelli in Calabria per 4 intercity sulla linea ionica

«Il mio impegno è mantenere costantemente alta l'attenzione»

Calabria
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Il ministro Danilo Toninelli durante la visita in Calabria
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REGGIO CALABRIA - La visita in Calabria del ministro per i Trasporti e infrastrutture Danilo Toninelli prevista per la consegna delle nuove carrozze dei 4 Intercity in servizio sulla linea ionica Reggio-Taranto, è iniziata con un incontro con una delegazione di lavoratori della Liberty Lines a Reggio Calabria che . È quanto si apprende da fonti del Mit. Il ministero ha deciso di non prorogare il contratto alla compagnia che svolge il servizio di collegamento con mezzi veloci tra la Sicilia e la Calabria sullo stretto di Messina e ovviamente la decisione mette in apprensione i lavoratori circa il mantenimento del proprio impiego. «Sui collegamenti veloci nello Stretto di Messina - ha chiarito Toninelli - la prima incombenza che abbiamo voluto affrontare è risolta, quella di permettere ai cittadini, pendolari e studenti, di transitare giornalmente tra le due sponde dello Stretto. Questi servizi - ha aggiunto Toninelli - verranno mantenuti come prima, con gli stessi costi e gli stessi tempi». In merito ai 72 lavoratori che rischiano di perdere il posto, Toninelli ha detto che il problema andrebbe affrontato «con serietà e non con il ricatto che purtroppo sembra essere fatto ai lavoratori. Non è possibile che vengano proposti costi del triplo. Noi avremmo voluto acquisire i dipendenti di Liberty Lines ed affittare i mezzi, ma non possiamo farlo perché siamo lo Stato e dobbiamo rispettare gli interessi pubblici. Non avremmo potuto accettare costi molto onerosi»

Rispetto alla Calabria, il ministro ha ribadito che «il mio impegno è quello di mantenere costantemente alta l'attenzione. È inconcepibile in un paese civile che una Regione importante, bella da tutti i punti di vista sia stata per così tanti decenni abbandonata dall'attenzione politica. Sono venuto in Calabria, nell'area strategica di Reggio, per la prima di molte visite che conto di fare da ministro in questa Regione che ha tante emergenze da affrontare senza più perdere tempo. Sono arrivato in volo da Milano con Alitalia grazie allo sforzo del vettore nazionale che dal 1 novembre garantirà ben 28 collegamenti settimanali e, tanto per fare un esempio, ben tre connessioni al giorno su Roma. Un impegno che deve essere solo una prima risposta alle esigenze del territorio - continua Toninelli - Alla stazione ferroviaria di Reggio, invece, ho partecipato con soddisfazione al debutto di quattro nuovi InterCity messi sui binari per migliorare la qualità del servizio offerto da Trenitalia sulla linea jonica che arriva fino a Taranto. C'è ancora tanto da fare, ma mi fa ben sperare il grande piano di investimenti da circa sei miliardi e oltre 600 nuovi treni da parte di Fs entro i prossimi cinque anni in tutta Italia. Senza dimenticare che nel nuovo contratto di programma ci sono più di 400 milioni di investimenti di Rfi per la Calabria».

Per quanto riguarda Ferrovie dello Stato «l'impegno del Gruppo per migliorare i servizi in Calabria - ha detto Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore generale di Ferrovie dello Stato Italiane - è il segno concreto delle nuove scelte strategiche di FS e della mission che ci ha dato il Governo. Ci stiamo dedicando al Sud con un piano da circa 6 miliardi e oltre 600 treni che garantirà, entro 5 anni, il rinnovo dell'80% della flotta regionale».

Ma nel corso della sua visita il ministro ha voluto precisare anche la propria posizione sulla ristrutturazione delle autorità portuali dopo che negli scorsi giorni lo stesso ministro aveva annunciato la nascita dell'autorità portuale dello Stretto (LEGGI LA NOTIZIA): «Sui porti - ha detto Toninelli - ci sono molti dossier aperti, anche quello di Gioia Tauro è stato gestito molto male». Andando nel dettaglio, poi, Toninelli ha aggiunto che «faremo un piano nazionale per la portualità e daremo finalmente nuove regole certe anche sulle concessioni. Sono convinto che si apriranno fasi di sviluppo economico importanti soprattutto in un porto tanto importante ma così poco attivo come quello di Gioia Tauro».

Rispetto alle polemiche sul decreto Genova che deve disporre gli interventi riguardanti il ponte Morandi crollato il 14 agosto scorso, Toninelli ha aggiunto: «Mi spiace che in Regione Liguria ci sia qualcuno che sta facendo polemiche sperando di sfruttare politicamente una situazione drammatica quando, in questo momento, stiamo facendo umilmente il nostro lavoro per stare vicino ai genovesi e per dare loro velocemente un ponte che significa dignità. Chi fa polemiche sta sbagliando, non ama i genovesi», per poi annunciare che «stiamo lavorando sul percorso di decadenza della concessionaria ed è un percorso amministrativo che stiamo gestendo con i nostri avvocati. L'obiettivo è quello di contestare l’inadempimento da parte del concessionario. Intanto c'è una deroga al Codice degli appalti sulla ricostruzione del ponte prevista all’interno del decreto». La vicenda del «ponte Morandi è stata gestita da tutto il Governo con la massima serietà, con il massimo impegno», ha proseguito Toninelli, «sono 47 gli articoli del decreto emergenza e 17 sono su Genova e riguardano non solo la ricostruzione del ponte. Come promesso non lo faremo ricostruire a chi aveva prima l’obbligo di tenerlo in piedi e lo ha fatto crollare. Lo faremo ricostruire velocemente con il massimo impegno, facendo mettere i soldi a chi lo ha fatto crollare mentre altre norme riguarderanno i cittadini e gli sfollati». 

A proposito di ponti, infine, Toninelli ha ricordato la vicenda del ponte sullo Stretto (LEGGI LE NOTIZIE) chiarendo che «il Ponte sullo Stretto è la rappresentazione plastica del fallimento della vecchia politica. La presenza del ponte nelle vecchie leggi obiettivo ha portato al fallimento di ogni impegno. In un paese con una vetustà infrastrutturale come quella dell’Italia - ha aggiunto - penso che la più grande opera sia quella di mettere in sicurezza tutte le piccole e grandi opere che abbiamo. È questa la vera priorità, non il Ponte sullo Stretto»

 

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