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Pd, Marco Minniti dirà sì alla candidatura a segretario

Renziani convinti sulla figura dell'ex ministro calabrese

Calabria
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Marco Minniti
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REGGIO CALABRIA - Dovrebbe arrivare domenica il via libera ufficiale di Marco Minniti alla sua candidatura a segretario Pd (LEGGI LA NOTIZIA): i renziani che hanno lavorato a questa soluzione assicurano che il risultato è da considerarsi acquisito.

L'annuncio ufficiale, dunque, arriverà probabilmente con una lettera aperta dell'ex ministro, completamente digiuno di social network, nella giornata in cui Nicola Zingaretti lancia la sua campagna con l'iniziativa Piazza Grande. Una occasione anche per "oscurare" la ricaduta mediatica della kermesse del governatore del Lazio considerato il vero avversario da battere nella corsa al Nazareno.

Un candidato "unitario", così viene presentato dai renziani e, a confermarlo, ci sarebbe la lettera di sindaci come Dario Nardella, Giorgio Gori, Antonio Decaro e Giuseppe Falcomatà, primi cittadini di Comuni importanti ma riconducibili tutti all'ex segretario. La ricerca di adesioni importanti alla candidatura dell'ex ministro dell'Interno, ovviamente, è appena iniziata e si confida nel fatto che altri esponenti, politici e della società civile arriveranno ad ingrossare la mozione Minniti al congresso.

Nel frattempo, però, la guerra di cifre è già iniziata e, se i renziani lavorano alla raccolta delle adesioni, Nicola Zingaretti può già annunciare che 300 amministratori locali - tra le oltre 3 mila adesioni alla sua iniziativa - sono con lui. Alcuni di questi saliranno domani sul palco della Ex Dogana, nel quartiere romano di San Lorenzo, per partecipare alla iniziativa "Piazza Grande". A intervenire, tra gli altri, ci sarà il sindaco di Bologna Virginio Merola, il sindaco di Latina Damiano Coletta, capace di interrompere decenni di giunte di destra nel capoluogo pontino con la sua lista civica, il vice presidente abruzzese Giovanni Lolli, subentrato a Luciano D'Alfonso dopo che quest'ultimo ha optato per il seggio in Parlamento.

In queste ore il presidente della Regione Lazio sta limando l'intervento che terrà domenica in chiusura della due giorni, ma potrebbe anticiparne parte dei contenuti domani: gli amministratori italiani - sara' il senso del suo discorso - sono stati lasciati da soli dal loro partito, dallo Stato e dalle istituzioni. Soli a fronteggiare emergenze come quella dei flussi di migranti (e qui il pensiero corre a Mimmo Lucano, il sindaco di Riace arrestato per favoreggiamento della immigrazione clandestina).

 

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