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Mileto, duro attacco dell'ex consigliere Salvatore Pedullà

«Deluso dal sindaco Mazzeo, e nel Pd bisogna resettare tutto»

Calabria
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Salvatore Pedullà assieme a Michele Emiliano
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MILETO - Duro attacco di Salvatore Pedullà, ex consigliere comunale della lista che sosteneva il sindaco Rosetta Mazzeo la cui esperienza amministrativa si è interrotta, per le dimissioni dello stesso sindaco, dopo solo due mesi dalle elezioni (LEGGI LA NOTIZIA).

L’esponente di Fronte Dem del Pd, l’area che si richiama al Governatore della Puglia, Michele Emiliano, punta il dito contro il suo ex sindaco, i suoi alleati nell’avventura comunale e anche con lo stesso Pd miletese accusato di una certa latitanza sul territorio.

Pedullà esordisce proprio dal sindaco Mazzeo, dimessosi per motivi di salute ad agosto scorso dopo essere stata eletta appena due mesi prima. Pedullà rimprovera all’ex sindaco le scelte sulla formazione della giunta che hanno escluso la città di Mileto dall’esecutivo e in particolare proprio Pedullà, inizialmente in corso per un assessorato che non è arrivato. «In cambio mi hanno proposto la presidenza del Consiglio ma ho preferito rifiutare - sostiene l’esponente Dem - ho chiesto i motivi della mia esclusione dalla giunta ma non mi è mai stato realmente spiegato. Non ho accettato il suo comportamento ma ho comunque continuato a sostenere la maggioranza e a lavorare per il territorio».

Ma anche sulle dimissioni Pedullà è apparso critico evidenziando come probabilmente siano state “affrettate”. «Sono profondamente deluso dal sindaco - chiarisce - se aveva bisogno di aiuto poteva chiedere». Pur ribadendo con decisione di essere un esponente del Pd, partito all’interno del quale intende rimanere, Pedullà riserva i suoi strali anche alla sezione locale del Partito Democratico che vede in Dino Mangone (vicesindaco nella giunta di Vincenzo Varone) il suo segretario: «Ho chiesto più volte che la sede venisse aperta non solo per un incontro ogni tanto tra qualche dirigente del Pd ma piuttosto con costanza e alla gente in modo da incentivare la partecipazione popolare alla vita del partito ma così non è stato».

Anzi Pedullà accusa il segretario cittadino, nella vicenda della formazione della giunta, di non «aver tutelato a sufficienza la città capoluogo». A questo punto sarebbe necessario «resettare il partito anche mettendo in discussione la segreteria comunale». Riguardo al futuro, infine, Pedullà manifesta la sua disponibilità a ricandidarsi: «Sono sempre stato e sempre sarò a disposizione del territorio».

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