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Morra traccia il futuro della "sua" Commissione antimafia e annuncia indagini su trattativa Stato-Mafia e massoneria

Calabria
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Nicola Morra
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ROMA - A dieci giorni dalla sua elezione al vertice della Commissione parlamentare antimafia (LEGGI LA NOTIZIA), il senatore del Movimento Cinquestelle Nicola Morra traccia le linee maestre del proprio operato.

Per Morra bisogna approfondire «le responsabilità di coloro che hanno trattato con Cosa Nostra» e ricostruire una verità politica di cosa avvenne negli anni delle stragi, oltre alla verità processuali che hanno accertato i tribunali».

Morra, infatti, ha chiarito che un Comitato sull'Antimafia sia dedicato proprio alla Trattativa Stato-Mafia e alle stragi che hanno insanguinato l’Italia negli anni Novanta.

Rispetto alle possibili resistenze di alcune forze politiche Morra ha chiarito di augurarsi «che si possa e si voglia fare anche da parte degli esponenti di quelle forze politiche perché è nel loro stesso interesse fugare ogni ombra di sospetto in merito ad eventuali coinvolgimenti o commistioni. Il mio motto è: "male non fare paura non avere". L'uomo di Stato a maggior ragione deve consentire trasparenza su di sé e quindi chi ha governato il Paese deve anche accettare la possibilità di essere scannerizzato, fotografato ai raggi X».

Secondo le linee programmatiche di Morra, l’Antimafia, inoltre, avrà al suo interno un Comitato che si occuperà della Massoneria. «Mi sembra doveroso», spiega al l’Ansa Morra che ricorda di essere tra i firmatari di un disegno di legge volto a rendere incompatibile l’adesione ad associazioni che prevedono un vincolo dell’obbedienza assoluta, con l’esercizio di funzioni pubbliche dirigenziali e in ruoli apicali.

«Il nostro Paese ha visto proliferare un numero impressionante di logge deviate, alcune delle quali hanno segnato la storia politica oltre che criminale del Paese», precisa Morra.

Già nella passata legislatura l’Antimafia si era occupata delle logge massoniche (LEGGI LA NOTIZIA), facendosi consegnare gli elenchi degli iscritti in Sicilia e in Calabria; atto che aveva dato vita a molte polemiche da parte degli interessati.

«Bisognerà sicuramente lavorare sulle nuove fenomenologie attraverso le quali le organizzazioni criminali si palesano. Oltre a ciò, a mio avviso, bisognerà attenzionare le mafie dei cosiddetti colletti bianchi», conclude Morra.

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