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Maria Saladino dalla Calabria al Partito Democratico

La Candidata alle Primarie: «Io posso unire il Pd»

Calabria
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Maria Saladino
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CATANZARO - «Occorre che qualcuno trovi il coraggio di mettere il dito nella piaga con l’obiettivo unico di unire. I candidati che sono in lizza in questa affascinate competizione, storica per il destino del PD, non penso siano nelle condizioni di unire, anzi, il numero cosi elevato, le tante aree rappresentate ognuno per sé, mi fa pensare».

A sostenerlo è Maria Saladino, candidata calabrese alla carica di segretario nazionale del Partito democratico. La Saladino si candidò alle europee del 2014 nella Circoscrizione meridionale, ottenendo 25.590. Gli altri calabresi candidati, ma nessuno eletto, furono Pino Arlacchi, Mario Maiolo e Mario Pirillo (che era uscente). Mary, tempo fa lanciò “Piazza Dem”, al suo fianco sul palco c’era Michele Emiliano, il 28 settembre scorso è apparsa a Montecitorio per presentare l’Associazione politico-culturale Piazza Dem, di cui appunto è presidente.

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«Io con certezza - afferma - sono libera dal sistema e posso costituire l’occasione per unire il partito nelle sue essenze e diversità, facendole diventare in un attimo risorsa. Voglio senza riserva offrire una possibilità; mentre gli altri si contano, io penso che occorre ritornare in mezzo alla gente, quella che, a pranzo e a cena, non ha all’ordine del giorno la politica, ma la sopravvivenza. Affido alla comunicazione un appello deciso e sincero, "una a 6", facendolo con l’orgoglio di una donna che non è 'differenza' ma 'valore aggiunto'».

Per l'esponente politica originaria di Castrovillari «il partito può fare goal, il partito può unirsi in un attimo, il partito può offrire futuro, rinnovando. La mia presenza, la mia candidatura è un’occasione unica. Ai gentiluomini del partito chiedo di fare un passo indietro ed essere squadra, altrimenti continueremo a leggere un libro già scritto e forse lo leggeremo sempre meno persone».

Inoltre, «da "una a 6" chiedo che siate asse portante e con la vostra esperienza ed autorevolezza, consentire di avviare il progetto di co-creazione di valore del nostro partito che deve nascere dalla collaborazione orizzontale, da attuare all’interno del partito unito ed al suo esterno unito, con e fra tutti gli stakeholder, dirigenti, iscritti e di conseguenza elettori. Penso anche che la risposta dal sistema non tarderà ad arrivare, attrezzando una differente candidatura donna, sarà la dimostrazione che il sistema si difende, preoccupato di autoconservarsi».

Infine, Maria Saladino aggiunge: «Resterò nella storia per il coraggio di una, non 'fuori', ma, 'fuori sistema'? Sono certa - conclude - di lasciare l’orma. In questa politica il mio motto è #ilfuturopretendecoraggio, vado avanti a testa alta. Un altro appello lo lancio a quanti vorranno aderire al rinnovamento del partito: io non ho pacchetti di tessere; io non ho rapporti consolidati da quarant'anni; le firme le stiamo raccogliendo coinvolgendo davvero i circoli e gli iscritti. Chiedo alle Piazze pertanto di farci pervenire le sincere adesioni». 

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