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Dopo il "venerdì nero" del presidente Oliverio

il summit a San Giovanni in Fiore per una soluzione

Calabria
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Mario Oliverio
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CATANZARO – L’ultimo venerdì dell’anno è stato il “venerdì nero” del governatore Mario Oliverio. Ieri, infatti, il Tribunale della Libertà, a cui lo stesso Oliverio si era rivolto, ha convalidato la decisione del gip e l’impianto accusatorio della procura, confermando la misura dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza per il presidente della giunta regionale (LEGGI LA NOTIZIA). Misura che ora durerà per mesi in attesa degli sviluppi dell'operazione Lande Desolate (LEGGI TUTTI I PARTICOLARI).

Ed è proprio nel Comune di residenza del governatore, cioè San Giovanni in Fiore, che dopo la “doccia fredda” arrivata dal Riesame, si sarebbe tenuto un summit politico, per decidere il da farsi. Oliverio non è formalmente inibito ha svolgere le sue funzioni di presidente della giunta.

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Nella sostanza, però, il governatore non può muoversi dalla sua città, il che rende praticamente impossibile la sua partecipazione all’attività nella Cittadella, dove si riunisce l’esecutivo per deliberare.

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Si pensa allora a delle soluzioni che bypassino la misura restrittiva a cui Oliverio è sottoposto: si pensa a possibili riunioni di giunta a San Giovanni in Fiore; si pensa ad un possibile cambio di domicilio del presidente, che potrebbe consentire una permanenza a Catanzaro.

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In ogni caso, a brevissimo, Oliverio dovrà prendere una decisione, che non può più essere quella dell’attesa.

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