Salta al contenuto principale

Decreto sicurezza, ricorso della Regione Calabria

Oliverio pronto a rivolgersi alla Corte Costituzionale

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Il presidente Oliverio con Mimmo Lucano e il presidente della Toscana Enrico Rossi
Tempo di lettura: 
1 minuto 9 secondi

CATANZARO - Dopo i sindaci "ribelli" che hanno contestato il Decreto sicurezza offrendo la disponibilità ad aprire i propri porti per accogliere i migranti in balia del mare, anche le Regioni assumono posizioni analoghe e si dicono pronte a rivolgersi alla Corte costituzionale. 

Anche la Calabria è su questa linea ed il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha reso noto che «assieme alle altre Regioni che in questi giorni hanno annunciato un’analoga iniziativa, evidenziando le nostre stesse preoccupazioni, ci rivolgeremo alla Corte Costituzionale per chiedere l’annullamento della normativa al fine di stoppare una legge che viola diversi trattati internazionali sui diritti umani e i principi fondanti la nostra Costituzione».

«Avevo già espresso, in occasione del dibattito parlamentare circa l’approvazione del Decreto Sicurezza - aggiunge Oliverio - tutte le mie perplessità rispetto ad un provvedimento fortemente discriminatorio nei confronti di persone, immigrati regolari, che non potranno godere di diritti fondamentali. Oggi, gli atti di disobbedienza annunciati e praticati da diversi sindaci italiani confermano le mie preoccupazioni ed hanno il mio pieno sostegno».

Inoltre, sempre in tema di migranti, Oliverio ha annunciato di avere «deciso di finanziare la Legge regionale 18 del 2009, inserendo in Bilancio un milione di euro per concretizzare l’impegno a favore dei richiedenti asilo, dei rifugiati e per lo sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità locali. Una legge che non era mai stata finanziata prima». 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?