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Ricorso della Regione Calabria contro le trivellazioni

Bocciate le autorizzazioni rilasciate nel Mare Ionio

Calabria
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Le aree interessate dalle autorizzazioni
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CATANZARO - La Regione Calabria proporrà ricorso contro le trivellazioni nel Mare Ionio. In un comunicato stampa, il presidente Mario Oliverio afferma: «Tali autorizzazioni prevedono tutte l’utilizzo della tecnica dell’air-gun e destano in noi profonda preoccupazione, in quanto alcune delle aree individuate sono limitrofe a importanti concessioni per l’estrazione di idrocarburi attive da decenni ed i cui impatti sull'ambiente circostante sono ancora oggi noti solo in parte. Per tali motivi la Regione Calabria ha deciso di proporre ricorso avverso tali autorizzazioni. Contrasteremo con tutti i mezzi a nostra disposizione tali attività sulle nostre coste e nei nostri mari».

«E' ora di finirla. La linea di contrasto alle trivellazioni nel mar Ionio - ha sostenuto l’assessore regionale Antonella Rizzo - era stata già stata espressa nel 2016 con una lettera indirizzata all’allora ministro Galletti con la quale si chiedeva la sospensione delle autorizzazioni concesse».

«Tale contrasto dunque - ha detto ancora l’assessore Rizzo - è stato portato avanti anche nei confronti della propria parte politica, perché la tutela del mare è un valore irrinunciabile. Con il consigliere Arturo Bova abbiamo deciso di chiedere a tutti sindaci dei comuni costieri interessati all’attività di ricerca di idrocarburi con l'utilizzo della tecnica air gun, di farsi parte attiva nei ricorsi da proporre al Tar Lazio affinché si possa mettere in campo una sinergica azione di contrasto a difesa del nostro territorio. Consideriamo non più tollerabile che ancora, dopo tanti anni dalla realizzazione dei primi pozzi, manchi una mappatura dello stato dell’arte che sia in grado di stabilire il reale impatto che le trivellazioni hanno sull'ambiente».

«Chiediamo che venga dato immediatamente corso - ha concluso Rizzo - all’iter di elaborazione del Piano aree. Per questa ragione riteniamo che il rilascio di ulteriori autorizzazioni da parte del Ministero debba cessare in attesa della definizione della situazione e della sua evoluzione, tenendo conto purtroppo che già molto danno è stato provocato».

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