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Arresto Cesare Battisti, polemiche sul prof. Caruso

L'ex deputato contro il carcere. «Fuori dall'Università»

Calabria
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Francesco Caruso
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CATANZARO - Ex deputato di Rifondazione comunista e docente di sociologia dell'Università di Catanzaro, Francesco Caruso torna al centro delle polemiche dopo l'arresto del terrorista Cesare Battisti. Caruso ha, infatti, sostenuto che «a distanza di 40 anni da episodi del tutto deprecabili, questo accanimento, questo scalpo da portare in dote di questo ormai quasi settantenne mi sembra una sete di vendetta che non ha nessuna altra funzione se non ripagare l'odio e il rancore di questi signori al governo».

 

Una dichiarazione che ha provocato diverse reazioni, fino all'appello rivolto al rettore dell'Università di Catanzaro di rimuovere il docente dal suo incarico. Il sociologo ha aggiunto che il terrorista dei Pac «ha le sue colpe, ma il Battisti che aveva vent'anni e il settantenne di oggi sono due persone diverse. Il carcere ha una funzione riabilitativa. Non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere se il principio del carcere resta quello sancito dall'articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama 'rieducazione', non 'vendetta'. Questo esisteva nelle società pre-cristiane...».

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Il primo a criticare le affermazioni di Caruso è stato il segretario nazionale del sindacato di polizia Fsp - la Federazione Sindacale di Polizia - Giuseppe Brugnano: «Basta dare voce ai cattivi maestri nelle nostre università. Chiediamo al rettore dell’Ateneo di Catanzaro di sollevare dalla cattedra di sociologia Francesco Caruso. Il 'sovversivo a tempo pieno' con la giacca da professore, ex antagonista in veste radical chic, rappresenta un pericolo per la sana formazione dei giovani».

«Con la stessa logica - ha aggiunto Brugnano - Caruso dovrebbe affermare che non c'è motivo di perseguire i crimini del nazismo ad oltre settant'anni dalla sua caduta, né di tenere in carcere i responsabili delle stragi di matrice fascista. Ma questo Caruso non lo dirà mai, perché per lui l’ideologia comunista e solo essa può rappresentare una scriminante, persino dell’omicidio. Noi siamo felici per l’arresto di Battisti, e auspichiamo che possa finalmente godere dell’ospitalità di carcere, non per vendetta, non per rancore, ma per rendere giustizia alle sue vittime e al dolore delle famiglie».

Anche la deputata Wanda Ferro, vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, ha criticato le esternazioni di Caruso: «Ancora oggi c'è chi, come Francesco Caruso, docente di sociologia dell’Università di Catanzaro, ne sostiene l'impunità, perché mandarlo in carcere, secondo l’ex leader no-global, servirebbe solo ad appagare la sete di vendetta di chi è oggi al governo. Non una parola, da parte del prof. Caruso, sulle vite strappate, come quella dell’agente della Digos Andrea Campagna, calabrese di S. Andrea Apostolo dello Ionio, ucciso in un agguato a Milano nel 1979, neppure una parola sul dolore che ha straziato ed accompagnato per decenni le famiglie. Come dire: se lotti per il comunismo, uccidere non è reato. Le stesse consumate tesi dei vecchi salotti radical-chic sono oggi gli insegnamenti che vengono trasmessi ai giovani studenti nelle nostre università?».

Dura anche la posizione di Gioventù Nazionale Catanzaro: «Ma quale professore è Francesco Caruso? Ma quale esternazione deve fare ancora per essere estromesso dall’ateneo? Un professore che afferma l’inutilità di arrestare un uomo come Cesare Battisti, perché altrimenti dividerebbe l’opinione pubblica, che cosa ha ancora da insegnare ai propri studenti? E' arrivata l’ora che il professore raccolga le sue carte a sostegno della sovversione e venga sollevato dall’Università! Un professore dovrebbe trasmettere l’alto principio della giustizia e fare di ciò il suo blasone. Forse non si rende conto che ciò che ha affermato non è altro che una prescrizione che va ben oltre a qualsiasi limite di civiltà. Ciò dimostra che il professore non sa distinguere dove finiscono le sue convinzioni politiche e inizia il ruolo di accademico. Per tali motivi - prosegue il movimento - chiederemo un incontro al rettore in mancanza di espulsione del professore. Invitiamo tutte le associazioni universitarie, da “Insieme” a “Primavera Studentesca”, a prendere una posizione contro coloro che vorrebbero fare della giustizia un’arma politica e non più indipendente. La giustizia non è un gioco, il terrorismo non è prescrivibile dopo condanna. Al professore Caruso mandiamo l’invito a seguire un paio di lezioni di Giurisprudenza da matricola».

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