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Tra Cinquestelle e Oliverio è ormai guerra aperta

Presentata l'istanza di sospensione del Governatore

La difesa di Oliverio: «Legge Severino non applicabile»

Calabria
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Governatore Mario Oliverio
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CATANZARO - Il ministro della Salute Giulia Grillo l'aveva detto e ripetuto: «Se Oliverio procede alle nomine dei dirigenti delle Asp è una dichiarazione di guerra» (LEGGI LA NOTIZIA), il governatore della Calabria, Mario Oliverio, ha proceduto con la sua giunta alle nomine (LEGGI LA NOTIZIA) e la guerra è iniziata.

Tre parlamentari del Movimento Cinquestelle, Alessandro Melicchio di Cosenza, Riccardo Tucci di Vibo Valentia (entrambi deputati) e Bianca Laura Granato di Catanzaro (senatrice) hanno presentato una istanza indirizzata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani, al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e al prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, con cui in sostanza chiedono la sospensione dalla carica di presidente della Giunta Regionale della Calabria per Mario Oliverio ai sensi del decreto legislativo 235/2012 (uno dei decreti attuativi della Legge Severino).

Una vera e propria dichiarazione di guerra, dunque, da parte del Movimento Cinquestelle, i cui parlamentari ricordano come a seguito dell'operazione Lande Desolate (SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL'OPERAZIONE LANDE DESOLATE) «il tribunale del Riesame di Catanzaro ha confermato, nei confronti del presidente della giunta Regionale la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di San Giovanni in Fiore». 

Sulla base di ciò «a seguito del detto provvedimento cautelare Mario Oliverio ha l'obbligo di dimorare nel territorio del comune di San Giovanni e non può allontanarsi dallo stesso comune» pertanto «di fatto è stato vietato a Mario Oliverio di fare ingresso nella città di Catanzaro in cui ha sede la Giunta Regionale, nonché nella città di Reggio Calabria in cui ha sede il Consiglio Regionale».

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Di conseguenza «l'obbligo di dimora nel Comune di San Giovanni in Fiore - si legge nell'istanza - consiste in un divieto per Mario Oliverio di fare ingresso nella sede della Giunta Regionale (Catanzaro) e del Consiglio Regionale (Reggio Calabria), dove dovrebbe svolgere il mandato elettorale», quindi «ad oggi la Calabria è, di fatto, priva del Presidente della Giunta Regionale e non può, conseguentemente, svolgere l'attività politico-amministrativa tipica del Presidente della Giunta».

Inoltre, i parlamentari evidenziano come «l'obbligo di dimora nel Comune di San Giovanni in Fiore equivale, di fatto e sostanzialmente, al divieto di dimora di cui all'art. 8 d. lgs 235/2012, e ci in quanto l'obbligo di dimora nel Comune di San Giovanni in Fiore si traduce inevitabilmente nel divieto di fare ingresso nella città di Catanzaro in cui ha sede la Giunta Regionale in cui Mario Oliverio dovrebbe svolgere il mandato elettorale».

Visto che il compito di applicare la cosiddetta Legge Severino spetta al presidente del Consiglio, i parlamentari chiedono a tutti i destinatari di acquisire «formalmente dal Tribunale Penale di Catanzaro le copie dei provvedimenti con i quali è stata irrogata a Oliverio la misura cautelare dell'obbligo di dimora e valutino, alla luce della misura cautelare restrittiva inflitta a Mario Oliverio (che di fatto consiste nel divieto di fare ingresso nella sede della Giunta Regionale), se vi sono i presupposti di fatto e di diritto per l'adozione del provvedimento di sospensione di Oliverio dalla carica di Presidente della Giunta Regionale della Calabria».

Immediata la precisazione del legale di Oliverio

Non ha tardato l'avvocato difensore del governatore Mario Oliverio, Enzo Belvedere, il quale ha chiarito che «la provvisoria misura cautelare cui è sottoposto il Governatore non rientra nella previsione della Legge Severino, con buona pace dei Parlamentari grillini che la hanno malamente scomodata. Sfugge loro non solo il dato normativo e la differenza tra divieto di dimora ed obbligo di dimora (capisco che è materia di chi conosce il diritto processuale penale), quanto la circostanza che già da sabato scorso il Governatore è stato autorizzato dal Gip a partecipare ai lavori della conferenza Stato-Regioni che si tiene per più giorni in Roma. Possono star tranquilli che la misura avrà presto un suo epilogo positivo per il Governatore ed ancor più sicuri di aver sbagliato a pensare alla Severino».

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