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Regione Calabria, il centrodestra affonda su Oliverio

«Presenti le dimissioni per tornare subito al voto»

Calabria
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L'aula del Consiglio regionale
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REGGIO CALABRIA - «Il presidente della Giunta Oliverio faccia un gesto di responsabilità e consenta ai calabresi di tornare alle urne quanto prima». Lo hanno detto sei consiglieri regionali dell'opposizione di centrodestra nel corso di una conferenza stampa convocata prima dell'inizio dei lavori dell'odierno Consiglio regionale.

All'incontro con i giornalisti hanno partecipato Claudio Parente e Domenico Tallini per Forza Italia, Gianluca Gallo e Giuseppe Pedà per la Casa delle Libertà, Fausto Orsomarso e Alessandro Nicolò per il Gruppo Misto.

Gallo, in particolare, ha osservato: «Ribadiamo la richiesta di dimissioni del presidente Oliverio non per la vicenda giudiziaria che l'ha riguardato, perché non vogliamo speculare ritenendo che i processi si fanno nelle sedi opportune, ma per i disastri politici di questi anni alla guida della Regione, caratterizzati - ha aggiunto il capogruppo della Cdl - dalla mancanza di un progetto di sviluppo della Calabria. Il presidente Oliverio faccia un atto di amore verso i calabresi. Bisogna tornare al voto gia' a fine maggio e non prolungare l'agonia ancora per un anno, perche' il 2019 si profila all'insegna dell'immobilismo alla Regione».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Nicolò, che ha parlato di «fallimento certificato» dell'azione della Giunta guidata dal governatore Oliverio, e Orsomarso, secondo il quale «la Calabria non può permettersi di un uomo solo al comando che ha tenuto per sé tante deleghe non riuscendo a gestirle, com'è evidente per le criticità che ci sono in settori strategici come agricoltura e turismo, laddove invece servirebbe un governo regionale forte anche per discutere del regionalismo differenziato, al quale è necessario opporsi fermamente».

Tallini ha stigmatizzato «l'assenza di democrazia in Consiglio con la minoranza esclusa da posti che da sempre sono stati assegnati all'opposizione», osservando poi che «come centrodestra siamo già al lavoro per la prospettiva di cambiare la guida della Regione», mentre Pedà ha rimarcato i ritardi della Regione nell'azione di rilancio del porto di Gioia Tauro e di avvio della Zona economica speciale.

Tra le contestazioni mosse al governatore Mario Oliverio l'opposizione ha sottolineato soprattutto le vicende della sanità: Parente ha evidenziato come «il debito sanitario è arrivato a oltre 250 milioni partendo dai 34 milioni che c'erano sotto la gestione del centrodestra, inoltre - ha spiegato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale - la sfida lanciata ai nuovi commissari rischia di danneggiare un settore già stremato».

Tesi condivise da Gallo, per il quale «il debito sanitario è interamente ascrivibile alla gestione del commissario Scura nominato dal partito del governatore e da direttori generali senza titoli, oggi - ha concluso il capogruppo della Cdl - rinominati via telefono dal governatore in obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore senza criterio e con qualche profilo di potenziale illegittimità».

Intanto, il Consiglio regionale ha approvato tutti i punti all'ordine del giorno della seduta odierna, alla quale era assente il governatore Mario Oliverio, all'obbligo di dimora nel suo comune di residenza, San Giovanni in Fiore, per il suo coinvolgimento in un'inchiesta della magistratura.

Tra l'altro, l’Assemblea ha approvato, con l’autorizzazione al coordinamento formale, le "Modifiche alla legge regionale 7 dicembre 2009, n. 47 (Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e della flora spontanea autoctona della Calabria). Via libera anche alla legge recante «Norme in materia di distretti turistici regionali": «un utile strumento - ha detto il consiglere Mirabello - per una migliore organizzazione del turismo regionale».

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