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Maurizio Landini (Cgil): «In Calabria c'è la schiavitù»

Duro attacco contro la politica e il ministro Salvini

Calabria
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Maurizio Landini
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BARI – «Il ministro Salvini è stato eletto in Calabria, dove mi è capitato nei giorni scorsi di visitare la baraccopoli di San Ferdinando. Lì ci sono condizioni inaccettabili per qualunque persona, disumane, siamo a livelli dello schiavismo». Lo dice il nuovo segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parlando dal palco del congresso e tornando ad attaccare il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

«Come si fa, quando uno vede queste cose, ad alzarsi la mattina, mettere la nutella sulla fetta biscottata, poi dire due cavolate, fare un tweet e non porsi il problema che, se c’è una condizione di quel genere, è perché c’è un sistema economico e del lavoro fondato su forme di sfruttamento?», afferma Landini, richiamando anche la questione del lavoro «di qualità e con diritti. Si fa passare l’idea che devi accettare qualsiasi condizioni del lavoro, anche senza diritti».

Insomma, il congresso nazionale della Cgil accogliendo l’ordine del giorno della Cgil Calabria e Flai si è pronunciata sulle morti nella baraccopoli di San Ferdinando: c’è violazione dei diritti umani, le istituzioni nazionali e regionali dovranno darne conto alla Commissione Europea dei diritti umani a Strasburgo. Inoltre il congresso della Cgil sostiene la candidatura di Riace a premio Nobel per la pace.

«Lo sfruttamento del lavoro nel Paese, le condizioni di vita di migliaia di lavoratori migranti, braccianti impegnati nelle diverse campagne in tutto il territorio nazionale, che vivono al limite dei diritti umani, con condizioni igienico-sanitarie inesistenti nelle diverse baraccopoli e tendopoli, impone assunzioni di responsabilità straordinarie per individuare soluzioni dignitose che mettano in sicurezza la loro vita». Negli ultimi mesi, diversi sono stati gli incidenti e le morti nella baraccopoli di San Ferdinando. «Le morti di Becky Moses, Sumaila Sacko, Suruwa Jaiteh, non possono essere derubricate a un fatto accidentale. Ci sono precise responsabilità politiche dei Governi nazionali e regionali che si sono succeduti che, dopo i fatti di Rosarno del 2010, nulla hanno fatto o continuano a fare, per superare le baraccopoli della vergogna in tutto il Paese. Le politiche sull’immigrazione devono essere integrate con una battaglia contro il caporalato, contro le mafie, contro lo sfruttamento del lavoro e per il lavoro dignitoso, con progetti di accoglienza diffusa, con l’utilizzo di immobili confiscati ed edilizia pubblica, ma nel frattempo occorre individuare subito, soluzioni immediate per mettere in sicurezza la vita dei lavoratori, con strumenti e moduli abitativi sicuri e dignitosi». Per queste ragioni, il Congresso nazionale della Cgil ha impegnato le proprie strutture a denunciare nelle sedi competenti e fino alla Corte Europea di Strasburgo, le responsabilità istituzionali per le morti richiamate e per la sistematica violazione dei diritti umani ai sensi della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Il Congresso nazionale della Cgil sostiene la candidatura di Riace a premio Nobel per la Pace.

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