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La maggioranza di Oliverio si assottiglia: via in tre

Sullo sfondo c'è chi spinge per un partito dei cattolici

Calabria
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Il deputato Antonio Viscomi
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CATANZARO – Il gruppo consiliare “Moderati per la Calabria”, che formalmente farebbe ancora parte della maggioranza che sostiene il governo regionale, ha mollato gli ormeggi puntando la prua verso altri lidi.

«Il progetto dei Moderati per la Calabria - dicono i promotori - va avanti e continua ad estendersi. È sempre più consistente il numero di cittadini, rappresentanti del mondo politico, esponenti della società civile e amministratori che, riconoscendosi nei valori dei Moderati, aderisce a quest'area che pone al centro la Calabria ed i Calabresi. L’obiettivo è allargare la platea di quanti sposano il progetto dei Moderati, nella consapevolezza che la nostra Regione ha assoluto bisogno di un cambio di passo».

Il gruppo, che è composto dai consiglieri Antonio Scalzo, (capo gruppo), Franco Sergio e Giuseppe Neri, attraverso una nota declina il nuovo approdo: «Un’Europa nella quale non rinunciare alla propria identità, alla fierezza ed alla dignità di essere italiani; anche in questo senso, noi “Moderati” guardiamo come punto di riferimento a “Direzione Italia” e al suo leader, Raffaele Fitto, uomo del Sud, espressione autorevole ed equilibrata dei valori più alti della politica italiana. Portando comunque con noi i princìpi, le radici, i punti programmatici del nostro impegno che non dimentichiamo né svendiamo».

Raffaele Fitto, ex governatore della Puglia, già democristiano e berlusconiano, ha una sua autonomia, che i commentatori nazionali collocano, insieme a Giovanni Toti, governatore della Liguria, in un’area ancora in fieri, che guarda a Giorgia Meloni che, a sua volta, guarda ai sovranisti di Salvini. Ma la posizione dei Moderati calabresi più complessa e articolata se, come scrivono nel medesimo comunicato, fanno proprio le parole del cardinal Gualtiero Bassetti: «…Servono cattolici che sappiano “rammendare il tessuto sociale dell’Italia con prudenza, pazienza e generosità”. Che sappiano unire il Paese e non dividerlo, o peggio dividersi tra “cattolici della morale” e “cattolici del sociale”. La dignità della persona umana non è mai calpestabile e deve essere il faro dell’azione sociale e politica dei cattolici. …Oggi il lavoro è senza dubbio la priorità più importante per il Paese e la disoccupazione giovanile è la grande emergenza. Nonostante in Italia ci siano piccoli segnali di ripresa per l’economia, non posso non essere preoccupato di fronte agli 8 milioni di poveri descritti dall’Istat, la metà dei quali non ha di cosa vivere». Insomma, la posizione del nascente (?!) Partito dei cattolici auspicato dall’on. Viscomi (Pd).

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