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Comune di Lamezia, reinsediato il sindaco Mascaro

Gli organismi al loro posto dopo la sentenza del Tar - FOTO

Calabria
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Paolo Mascaro torna nel Comune di Lamezia
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LAMEZIA TERME (CATANZARO) - Il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, si è reinsediato questa mattina al palazzo comunale di via Perugi, insieme alla Giunta (monca di due assessori così come l’aveva lasciata Mascaro) composta da Giuseppe Costanzo, Stefania Petronio, Simone Cicco, Elisa Gullo e Michelangelo Cardamone (co- firmatari del ricorso al Tarl del Lazio).

LE MOTIVAZIONI DELLO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI LAMEZIA TERME

E' tornato in carica ovviamente il Consiglio comunale. Sono queste le conseguenze della sentenza con cui il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, (Ivo Correale presidente, Roberta Cicchese relatore e Roberta Ravasio consigliere) ha accolto il ricorso (LEGGI LA NOTIZIA) presentato dal sindaco, Paolo Mascaro, e da cinque ex assessori (Giuseppe Costanzo, Stefania Petronio, Simone Cicco, Elisa Gullo e Michelangelo Cardamone) ed ha di conseguenza annullato gli atti relativi allo scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia Terme sciogliendo così la riserva che aveva posto nel corso dell'ultima udienza lo scorso gennaio.


 

Non sarà certamente un rientro facile per Mascaro visto che troverà un Comune al collasso (con poco personale che il 2 agosto prossimo sarà ancora ridotto considerato che 35 dipendenti andranno in pensione con la quota 100). C’è poi da considerare l’aspetto politico. Mascaro ha ancora una maggioranza coesa? 

«La determinazione - ha detto Mascaro parlando con i giornalisti - è di andare avanti. Oggettivamente ci sono troppe tematiche che attendono una pronta risoluzione come, ad esempio, l'approvazione del Piano strutturale comunale».

Per il sindaco di Lamezia Terme sono tante sono le priorità che in questo momento attendono l’attività amministrativa alla guida della città. Tra queste quelle relative al personale del Comune: «Bisogna fare in modo - ha aggiunto - che si possano sbloccare quelle limitazioni che derivano dal Piano di riequilibrio in itinere poiché pensare che Lamezia Terme possa andare avanti con il numero di dirigenti e dipendenti che ci sono attualmente, senza possibilità di fare scorrere graduatorie, di fare assunzioni e con la mannaia di quota 100 che il primo agosto cadrà su questo Comune, sarebbe una follia. E' chiaro - ha aggiunto - che le difficoltà vissute dai dipendenti partono anche dalle insufficienze del personale a garantire l’ordinario in un Comune quale è quello di Lamezia Terme. Lavoreremo anche su questo. Non possiamo pagare un predissesto ereditato».

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