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Primarie Pd, in Calabria gli equilibri per le regionali

Chiuso il seggio a Cassano. Tensioni a Catanzaro

Calabria
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Il materiale per le primarie del Pd
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CATANZARO – Il popolo simpatizzante del Partito democratico, con tutti gli annessi e i connessi, e il popolo antipatizzante del sovranismo/populismo, nelle sue varie declinazioni, oggi può votare ai “gazebo” dem per scegliere, in prima battuta se ci riescono, il nuovo segretario del partito nella triade: Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Chi si recherà al seggio - si vota dalle ore 8,00 alle ore 20,00 - dovrà avere un documento di riconoscimento in corso di validità, la tessera elettorale e un contributo minimo di due euro. Nel corso della giornata, pur non esistendo dati ufficiali, è stata registrata una buona affluenza nella regione, con code in alcuni seggi.

A Cassano allo Jonio non si vota per le primarie del Partito democratico. Questo perché il seggio che era stato allestito é stato chiuso dopo che il presidente, Antonino Mungo, ha dovuto prendere atto che i due scrutatori che erano stati nominati non si sono presentati, senza fornire peraltro alcuna motivazione. Lo stesso presidente ha anche riferito che non é stato possibile surrogare i due scrutatori perché non si é trovato nessuno disponibile a farlo. Da qui la decisione di chiudere il seggio, annullando le operazioni di voto. A Cassano allo Jonio, tra l’altro, il Pd é commissariato da circa due anni. Qualche tensione in un seggio allestito a Catanzaro lido, dove è scattata la protesta di un dirigente Pd che chiedeva maggiore trasparenza.

Il "caso" di Cassano

É stata motivata da una protesta politica la decisione di uno dei due scrutatori del seggio di Cassano allo Jonio per le Primarie del Pd di non presentarsi nel momento dell’inizio delle votazioni, provocandone la chiusura a causa dell’impossibilità di trovare dei sostituti. Uno dei due scrutatori che hanno disertato l’appuntamento, Elisa Fasanella, ex consigliere comunale di Cassano allo Jonio, ha pubblicato un post sul suo profilo facebook in cui afferma di non essersi presentata al seggio «perché stufa della situazione del Pd a Cassano. Basta con i compromessi - aggiunge - basta con i soliti protagonisti del Pd locale graziati dalla Regione e che addirittura si arrogavano il diritto di rappresentare due mozioni se non addirittura tutte e tre. Il Pd a Cassano deve essere rinnovato e io ero pronta per fare questo. Una rivoluzione! Basta con l’arrivo di nuove persone mai viste nella sezione del Pd ma che si presentano puntualmente nonostante il loro continuo parlare e sparlare solo nei momenti 'convenientì per la loro persona».

«Io voglio - scrive ancora Elisa Fasanella - un Partito libero e democratico, senza compromessi e sotterfugi, un partito 'disponibilè per i cittadini, che aiuti gli ultimi e no i 'solitì. Bisogna avere il coraggio di credere nel giusto e di rischiare per amore di qualcosa». Per quanto riguarda l’altra scrutatrice che non si é presentata al seggio, Chiara Branca, si é appreso che la sua decisione sarebbe stata motivata da un improvviso lutto familiare.

Il clima in Calabria

I collegi calabresi sono 4: Cosenza città, Cosenza provincia, Catanzaro-Crotone, Reggio Calabria-Vibo Valentia. Zingaretti presenta due liste perché in Calabria c’è una spaccatura politica tra i due principali sostenitori del governatore del Lazio, Mario Oliverio e Carlo Guccione. Il primo promuove la lista “Piazza Grande”, insieme a Enza Bruno Bossio, Sebi Romeo, Mimmo Bevacqua e altri. Il secondo sostiene la lista “Calabria con Nicola Zingaretti”. Questi ultimi presentando la citata lista hanno detto di aver agito «per aiutare Nicola a raggiungere il 51 per cento».

Questo voto avrà sicuramente un impatto immediato nella vicenda interna calabrese. Intanto, perché, con l’elezione del nuovo segretario nazionale, potrebbe finire il commissariamento regionale e, a cascata, il partito potrebbe affrontare il problema della coalizione di centrosinistra e, direttamente e indirettamente, l’eventuale proposta di ricandidatura di Mario Oliverio per le prossime elezioni regionali. L’interessato ovviamente attende la pronuncia della Cassazione.

A latere è cominciato il toto-nomi se il centrosinistra dovesse cambiare cavallo. Si fanno già dei nomi, in queste ore, tipo: Luigi Sbarra, segretario confederale della Cisl, e Katia Stancato che viene dal mondo della cooperazione. Per inciso, nel centrodestra, circola il nome di Antonio Catricalà. Più in generale, l’evento di oggi è atteso un po’ da tutti, amici e nemici nelle varie sfumature.

In ogni caso questa votazione popolare si avvale, per quello che può valere, di tre cose. 1) Il corteo “People” di Milano di ieri è stato numeroso e, forse, ha detto qualcosa di sinistra. 2) Il convitato di pietra, Matteo Renzi, sempre ieri, ha dichiarato: «Chiunque vinca le primarie non dovrà temere la mia guerriglia, come quella che ho subito io». 3) Si è levato il sostegno di Romano Prodi ed Enrico Letta.

Il vademecum

QUANDO SI VOTA? - I seggi saranno aperti dalle 8 alle 20. DOVE? - Sono circa 7mila, tra sedi Pd e gazebo allestiti in piazza, i seggi presenti in tutta Italia. Per trovare quello più vicino basta collegarsi al sito del Pd dedicato alle primarie (https://www.pdprimarie2019.it) e inserire il proprio comune ed eventualmente anche il numero della sezione elettorale, che si trova sulla tessera con la quale si vota alle elezioni Politiche o Amministrative.

CHI PUO’ VOTARE? - Per votare è necessario recarsi al seggio con un documento di riconoscimento in corso di validità e la tessera elettorale. Gli elettori fuorisede, i giovani fra i 16 e i 18 anni, i cittadini italiani residenti all’estero o temporaneamente all’estero che si siano precedentemente registrati online (il termine è scaduto lo scorso 25 febbraio) devono presentarsi con un documento di riconoscimento. I cittadini comunitari non italiani ed extracomunitari possono votare portando un documento di riconoscimento o il permesso di soggiorno o ancora la ricevuta di richiesta di rinnovo.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE - Chi vuole votare deve versare un contributo minimo di due euro.

PER VOTARE BISOGNA ESSERE ISCRITTI AL PD? - No, basta firmare una dichiarazione in cui si conferma di riconoscersi nella proposta politica del Pd e di sostenere i Dem alle prossime elezioni.

COME ESPRIMERE LA PROPRIA PREFERENZA? - L’elettrice/elettore sceglie il suo segretario tracciando un unico segno su una delle liste di candidati all’Assemblea nazionale.

CHI VINCE? - Vince il candidato che avrà ottenuto il 50 per cento più uno dei consensi, che corrispondono ai componenti dell’assemblea nazionale attraverso il meccanismo delle liste collegate. La proclamazione ufficiale a segretario avviene durante la prima riunione dell’Assemblea nazionale, che è già stata convocata per domenica 17 marzo. Se nessun candidato raggiunge la maggioranza assoluta, i due più votati vanno al ballottaggio. A scegliere il segretario saranno quindi i mille delegati eletti nel corso della prima Assemblea nazionale.

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