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Lamezia Terme, il Ministero ricorre contro la decisione del Tar

È battaglia sullo scioglimento del Consiglio comunale

Calabria
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Il sindaco Paolo Mascaro
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LAMEZIA TERME – È stato notificato il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che ha riabilitato sindaco, Giunta e Consiglio comunale dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Il 22 febbraio scorso, infatti, il sindaco Paolo Mascaro dalla sua pagina Fecebook annunciò che il ricorso contro lo scioglimento del Consiglio comunale era stato accolto dal Tar del Lazio (LEGGI LA NOTIZIA).

A un mese esatto dalla sentenza del Tar del Lazio, lo stesso sindaco, sempre dalla sua pagina Facebook, annuncia che l'Avvocatura dello Stato, per conto del ministero dell’Interno, ha impugnato la sentenza del Tar appellandosi al Consiglio di Stato chiedendo la sospensiva della sentenza del Tar che, se accolta, determinerebbe nuovamente lo scioglimento in attesa della sentenza di merito.

(LO SCIOGLIMENTO DI 5 COMUNI CALABRESI TRA CUI LAMEZIA)

Mascaro su Facebook scrive: “Senza parole. Notificato appello al Consiglio di Stato con richiesta addirittura di sospensiva inaudita altera parte. L’appello non contesta, però, la legittimità di un solo atto amministrativo. Difenderemo Lamezia in ogni sede e mai ci arrenderemo ad abusi, soprusi ed ingiustizie a danno della nostra Comunità, qualunque sia il prezzo che dovremo in ipotesi pagare. VIVA LAMEZIA, DIFENDIAMO LAMEZIA”.

Come si ricorda, dopo 15 mesi di commissariamento del Comune, Mascaro è tornato un sella così come la Giunta e il Consiglio comunale (che però non si è ancora riunito a quasi un mese di distanza dal reinsediamento”.

(LE MOTIVAZIONI DELLO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI LAMEZIA TERME)

Il Tar del Lazio ha annullato il provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale decretato a novembre 2017, accogliendo il ricorso avanzato da Mascaro e cinque assessori (Giuseppe Costanzo, Stefania Petronio, Simone Cicco, Elisa Gullo e Michelangelo Cardamone). Per i giudici del Tar non c'è stata nessuna infiltrazione mafiosa. Ma la partita non è ancora chiusa visto il ricorso dell’Avvocatura di Stato ai giudici supremi amministrativi.

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