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«Inaccettabile che la Calabria sia esclusa dalla via della seta»

Il governatore Mario Oliverio scrive al premier Giuseppe Conte

Calabria
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Il presidente Giuseppe Conte e il presidente Mario Oliverio
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CATANZARO - La sottoscrizione del Memorandum d'intesa tra Italia e Cina per la nascita della nuova via della Seta ha suscitato, nel corso delle ultime settimane, non poche polemiche a livello nazionale con i vari esponenti di maggioranza e opposizione (ed anche all'interno della stessa maggioranza) che hanno dato vita ad un costante botta e risposta sull'opportunità o meno della sigla dell'intesa. Ma adesso a riaccendere la polemica è il governatore della Calabria Mario Oliverio il quale con una missiva inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte manifesta tutta la propria disapprovazione.

Oliverio mette in luce come sia «incomprensibile come da una parte si annunci di svolgere in Calabria, da Lei definita 'una terra abbandonata a se stessa', una seduta del Consiglio dei Ministri (LEGGI LA NOTIZIA) e nelle stesse ore si assumano scelte strategiche importanti e determinanti che tagliano fuori il porto di Gioia Tauro, ovvero il più grande porto hub del Paese, tra i più importanti dell’Europa e del mondo per le merci».

Per il governatore «il resoconto degli accordi da Lei sottoscritti in questi giorni con il Presidente della Repubblica Cinese, nell’ambito della cosiddetta Via della Seta mi induce ad esprimere disappunto e sconcerto: l'infrastruttura portuale italiana più importante del Mediterraneo, Gioia Tauro e l’insieme del sistema portuale del Mezzogiorno sono stati tagliati fuori dagli accordi con gravi implicazioni per le prospettive ed il futuro della Calabria, del Sud e dell’intero Paese».

Nella sua lettera, Oliverio punta il dito contro quella che definisce una «incomprensibile scelta del Governo da Lei presieduto» che viene «aggravata dal mancato coinvolgimento delle Autorità di Sistema Portuale del Sud e dalla sostanziale assenza e coinvolgimento dell’imprenditoria meridionale. Purtroppo sono costretto a constatare che il sistema delle imprese pubbliche continua ed anzi si rafforza nella linea strategica di non investire in Calabria, regione con assenza totale di programmi da parte delle aziende di Stato. I ritardi storici del Paese, purtroppo, sono destinati ad essere aggravati dalle scelte politiche nazionali di questi giorni».

Accogliendo «con interesse la Sua intenzione a svolgere una riunione del Consiglio dei Ministri in un Calabria», Oliverio aggiunge di aver «apprezzato l’ipotesi di svolgere la stessa a Gioia Tauro. Solo per la problematica di Gioia Tauro abbiamo avuto modo di scrivere più volte (ultima il 19 febbraio scorso) a Lei ed al Ministro Toninelli con richieste in merito a interventi puntuali come quelli per la gestione delle banchine, per la ricostituzione dell’integrità dell’Autorità Portuale, per gli investimenti Pon reti nel porto, per rendere operativa la Zes. Vorrei ricordare che siamo nella fase finale della programmazione 2014-2020 e nemmeno un solo euro dei circa 150 milioni destinati dall’Europa a Gioia Tauro, la cui gestione è nella competenza del Governo nazionale, è stato sinora utilizzato e/o convenzionato».

Sull'argomento, però, «il Governo, non solo non ha messo risorse in campo, ma non spende nemmeno quelle che l’Europa ha messo a disposizione per investimenti in Calabria. È inoltre importante sottolineare come a fronte di Sistemi portuali sempre più forti che si costituiscono a livello mondiale (si ricordi l'accordo Svezia-Danimarca che ha portato ad un unico Sistema da Malmö a Copenaghen), l’attuale Governo ha reintrodotto i 'sistemi spezzatino', togliendo Reggio Calabria e Villa San Giovanni dal Sistema portuale della Calabria, senza peraltro, consultare la Regione, come previsto dalla Legge, costringendoci, contro la nostra volontà, a ricorrere alla Corte Costituzionale».

Nell'interpretazione di Oliverio, quindi, «si delinea, passo dopo passo una tendenza complessiva a bloccare i processi di crescita, avviati in questi ultimi anni e rigettare indietro il Sud e la Calabria: niente prospettive nella Via della Seta, blocco delle risorse per investimenti, disarticolazione del sistema portuale, etc. Mi auguro che questa annunciata riunione del Consiglio dei Ministri in Calabria - conclude Oliverio nella lettera a Conte - non si risolva in un’ennesima trovata populista, un’ennesima beffa a danno della Calabria. Me lo auguro sinceramente. Sarebbe irriguardoso nei confronti dei calabresi che attendono di vedere riconosciuti i propri diritti alla stregua degli altri cittadini del Paese». 

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