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Centrodestra, per la Regione Occhiuto o Ferro

Prima visita del commissario della Lega in Calabria

Calabria
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Wanda Ferro
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CATANZARO – Come anticipato da questo giornale nei giorni scorsi, ieri è sceso in Calabria, per la prima volta, il commissario regionale della Lega di Salvini, Cristian Invernizzi. È stato un primo contatto con il territorio, infatti il deputato trevigliano ha incontrato a Lamezia Terme i responsabili provinciali della formazione leghista.

Una riunione riservata che presto sfocerà in una esposizione pubblica per presentarsi al grande pubblico degli elettori. Invernizzi è giunto il giorno in cui, Matteo Salvini, si leccava i baffi per via della conquista della Basilicata che ha resistito nel fortino della sinistra per ben 24 anni.

Il ministro degli Interni ha sottolineato il “sette a zero” nel sequel delle regioni conquistate dal centrodestra; puntando sull’otto, la conquista del Piemonte, e poi in inverno, sul nove, conquistando la Calabria. Questa è la road map del centrodestra unito in questa regione.

Ma è unito? In questo momento c’è una competition and competition policy tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Infatti, Wanda Ferro, leader del partito di Giorgia Meloni in Calabria, si è messa, con gentilezza come è suo costume, di traverso nei confronti di Jole Santelli che sembra non l’abbia presa proprio bene. Per adesso sono schermaglie, più che altro psicologiche, ma potrebbero lievitare strada facendo.

In questo caso a decidere saranno i decisori nazionali sulla base di un ragionamento costi/benefici. Ma molto dipenderà dai risultati delle europee. Se i consensi a Salvini, facendo tesoro della media ponderata dei sondaggi, dovessero esondare la Lega potrebbe mettersi in mezzo ai due partiti della destra che oggi confliggono, e, quindi, determinarsi come ago della bilancia oppure proponendo un proprio nome per la guida della regione.

In Basilicata la Lega, col 18,82 % dei voti, ha raddoppiato nei confronti di Forza Italia che ha preso il 9,1%. Gli azzurri, per la prima volta, viaggiano tendenzialmente a una cifra. È in corso, secondo i rumors più informati, un vero e proprio casting. In altre parole sono all’opera i cacciatori di testa che cercano personalità in grado di schierare per le regionali, pescando soprattutto nel mondo delle professioni.

Il vice premier, forse per non allarmare Di Maio, durante la conferenza stampa tenuta ieri in via Bellerio, ha detto: «Se qualche osservatore o analista pensa che io abbia convenienza a far saltare il governo, dico di no. Non ho incassi personali o partitici. Il mio orizzonte dura 4 anni e tre mesi. Non ci sono lusinghe che possano farmi cambiare idea».

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