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Sanità, tutti i "conti in rosso" di Aziende e ospedali

Tra disservizi, spese folli e nuovi controlli sulle fatture

Calabria
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Un paziente ricoverato in ospedale
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CATANZARO - Disavanzi da capogiro, gestione dei rapporti con gli erogatori privati complicata e grande apprensione per il Tavolo di verifica della prossima settimana a Roma sui conti del servizio sanitario regionale. Ieri alla Cittadella, il sub-commissario Thomas Schael ha convocato i presidenti dei collegi sindacali delle varie aziende (LEGGI LA NOTIZIA E LE POLEMICHE TRA GOVERNO E REGIONE). Ne esce fuori un quadro che, per quanto già immaginabile, è alquanto devastante.

Profondo rosso

Delle nove aziende solo due sono in attivo. Il conto economico del 2018, aggiornato al quarto trimestre, registra questi pesanti rossi: Asp di Catanzaro – 40,4 milioni; Asp di Cosenza – 32,5; Asp di Crotone – 31,9; Asp di Reggio Calabria (con tutti i dubbi su una potenziale sottostima) – 21,6. Fra le Asp solo quella di Vibo Valentia è in attivo con 8 milioni, ma con tutte le perplessità connesse alla quantità dei servizi erogati.

Fra gli ospedali, il buco si concentra fra i due catanzaresi. Il Pugliese-Ciaccio è a – 27,7 e Mater Domini a – 20,9. Pesante è pure lo squilibrio del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio a quasi -14 milioni (l’anno scorso era in lieve attivo). A pareggio risulta soltanto l’Annunziata di Cosenza.

La somma dei disavanzi complessivi è di 157 milioni di euro. Invece, il bilancio regionale (con dati questa volta della RGS) fa segnare ancora il superamento della copertura fiscale aggiuntiva (circa 100 milioni) di 28,4 milioni. Questo significa che se la Calabria, per usare le recenti parole del commissario Saverio Cotticelli, non otterrà «la deroga alla realtà» all’appuntamento del 4 aprile, dovrebbero scattare l’aumento delle aliquote Irap e Irpef, quindi più tasse, e il blocco del turn over. I conti non sono ancora consolidati ma è difficile raschiare ulteriormente il fondo del barile. L’ipotesi più realistica è chiedere una sorta di “abbuono”.

Fatture dei privati nel mirino

Nel vertice di ieri il sub-commissario Thomas Schael ha strigliato i presidenti dei collegi sindacali delle varie aziende a comunicare i dati con più frequenza e a monitorare con più attenzione l’evolversi della situazione. Il vertice di fatto è stato convocato dopo che una specifica richiesta inviate alle Asp nel mese di febbraio di fatto era caduta nel vuoto (complice anche i rinnovi degli stessi organismi di controllo). Nel mirino sono finiti i rapporti delle aziende sanitarie provinciali con i privati. Dal verbale dell’incontro di ieri peraltro è emerso lo sforamento del tetto di spesa della specialistica ambulatoriale.

Nonostante il rispetto del tetto di spesa a bilancio da parte delle Asp, dal sistema Tessera sanitaria è risultata una produzione di 75,9 milioni a fronte del limite di 60,9 milioni fissato con il contestato ma sopravvissuto al Tar Dca 172 adottato allora dall’ex commissario Massimo Scura. Lo scarto sui laboratori è di ben 15 milioni di euro.

Per il futuro saranno passate al setaccio fatture e note di credito per far emergere le incongruenze. La struttura commissariale ha già subodorato l’esistenza di casi “delicatissimi” in materia, anche a sfondo penale. E non sono un caso le continue e abrasive uscite del generale Cotticelli su alcuni privati che «lucrano» in un disegno criminoso, approfittando di «zone opache».

Fonti della struttura commissariale segnalano che all’incontro di ieri si è discusso dell’imminente decreto ad hoc sulla Calabria che dovrebbe conferire poteri speciali ulteriori ai delegati governativi sulla decadenza e scelta dei manager delle aziende e sulla gestione emergenziale dei conti.

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