Salta al contenuto principale

Sanità, «La Calabria è un caso unico in Italia»

Il ministro Grillo spiega i perché del decreto speciale

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Il ministro Grillo durante l'ultima visita in Calabria
Per approfondire: 
Tempo di lettura: 
1 minuto 36 secondi

ROMA - In attesa del Consiglio dei ministri in programma in Calabria durante il quale dovrebbe essere adottato il decreto speciale per la Calabria, il ministro della Salute, Giulia Grillo torna sulla decisione di assumere un provvedimento speciale per affrontare i problemi della sanità calabrese (LEGGI LA NOTIZIA).

Su Twitter, il ministro ha chiarito che «La Calabria in questi 10 anni ha peggiorato sia i Lea sia i bilanci delle aziende sanitarie. Ci sono dei problemi più profondi, quindi è necessario intervenire con un decreto emergenziale».

Negli studi di Sky Tg24, inoltre, il ministro ha aggiunto specificando ulteriormente che «i dati ci dicono che la Regione Calabria è un unicum in Italia perché è l’unica Regione che ha peggiorato in 10 anni di commissariamento i due indici principiali: i Lea, i livelli attraverso i quali si misura la qualità di erogazione dei servizi sanitari, e l’indice dei bilanci delle Asl che sono tutte in rosso. Questi indicatori sono quelli usati per decidere se una Regione va commissariata o meno. Quello che mi ha spinto a pensare a un decreto specifico per la Regione Calabria (LEGGI DELLA CONFERMA DELL'ADOZIONE DEL DECRETO) sono questi due indici, poi ci sono i problemi più profondi che con le leggi ordinarie non possono essere risolti per cui è necessario un decreto emergenziale».

Inoltre, «i nuovi commissari che ho mandato in Calabria (LEGGI LA NOTIZIA) mi hanno rappresentato proprio la gravità della situazione e da parte mia sarebbe stato poco onesto pensare di risolvere la situazione con i mezzi ordinari. C'è allo studio del Consiglio dei ministri un decreto legge già pronto che però si accavalla a tutta una serie di decreti, per cui ci vorrà il tempo utile per metterlo in agenda e convertirlo in Parlamento».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?