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Cosenza, bagarre in Consiglio sui debiti di Occhiuto

L'opposizione lascia l'aula. La maggioranza attacca

Calabria
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Una conferenza stampa di Mario Occhiuto
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COSENZA - Bagarre nella seduta di oggi del Consiglio comunale di Cosenza. L'opposizione ha chiesto di discutere la questione dei debiti che il sindaco Mario Occhiuto avrebbe e che sarebbero a carico del Comune, la maggioranza ha fatto quadrato ed ha respinto le accuse, con la stessa opposizione che ha quindi deciso di abbandonare l'aula. A poche ore dalla presentazione ufficiale di Occhiuto come candidato governatore per Forza Italia (LEGGI), cresce lo scontro politico.

Il Consiglio, presieduto da Pierluigi Caputo, ha approvato con 19 voti favorevoli e due astensioni (i consiglieri Marco Ambrogio e Giovanni Cipparrone) il bilancio di previsione 2019-2021 e tutte le pratiche collegate. 

«Della minoranza - è scritto in una nota del Comune - sono rimasti in aula solo i consiglieri Marco Ambrogio, Giovanni Cipparrone, Luca Morrone e, del gruppo misto, Francesco Spadafora. Gli altri hanno abbandonato l’aula ad inizio della seduta consiliare quando alla richiesta, formulata dal capogruppo del Pd Damiano Covelli, di poter discutere preliminarmente della recente pronuncia della Corte d’Appello di Catanzaro sulla pignorabilità dell’indennità del Sindaco, il Presidente dell’assise consiliare non ha ritenuto di dar seguito in quanto il punto non era in discussione. Ha preso il via, quindi, la trattazione del bilancio di previsione, accorpata a tutti gli altri punti di carattere finanziario, con la relazione del Dirigente del settore programmazione economica Giuseppe Nardi».

L'opposizione lascia l'aula

A quel punto, l'opposizione ha abbandonato i lavori e in una nota ha evidenziato: «All’inizio dei lavori del consiglio comunale di Cosenza, a nome di tutta la minoranza, compreso il consigliere Massimo Lo Gullo, abbiamo chiesto di discutere in via preliminare della vicenda riguardante la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro in riferimento ai debiti personali del sindaco Mario Occhiuto».

«La città deve essere informata e sapere - è detto nel comunicato - se la cartella esattoriale di un milione e 700mila euro del sindaco Occhiuto, dovrà essere pagata dai cosentini visto che emerge una evidente negligenza del dirigente comunale preposto per non aver accantonato le somme pignorate da Equitalia. È evidente che risulta paradossale l’attività dell’amministrazione comunale che stranamente si è costituita nei due procedimenti, visto che le parti in causa sono Equitalia e il sindaco Occhiuto, l’unico legittimato a costituirsi in giudizio».

«Ecco perché - è detto ancora nel comunicato - non capiamo per quale motivo il Comune si sia costituito in giudizio, spendendo energie e soldi pubblici, per un procedura che non gli apparteneva. Tra l’altro per altri amministratori gli uffici comunali hanno messo in essere procedure diverse, accantonando somme delle indennità. Di fronte alla protervia del presidente del Consiglio che non ha accolto la nostra legittimità richiesta di discutere, in via preliminare, della questione abbiamo ritenuto opportuno abbandonare per protesta la seduta, annunciando di proporre formale atto di querela-denuncia alla Procura della Repubblica competente e altresì di depositare un esposto alla Procura della Corte dei Conti di Catanzaro».

La replica della maggioranza

Dal canto loro, i consiglieri comunali di maggioranza di Cosenza, in una nota, hanno replicato alle «notizie false e strumentali diffuse nelle ultime ore da parte della minoranza». «Le notizie propalate da alcuni esponenti dell’opposizione tra i banchi consiliari del Comune di Cosenza circa i presunti danni erariali derivanti da questioni personali del sindaco Occhiuto - scrivono in una nota i sostenitori dell’esecutivo - sono gravemente infondate, false e strumentali. Si vuole così generare nell’opinione pubblica l’assurdo sospetto che il Comune abbia pagato per delle pendenze personali di Occhiuto. Una cosa falsa, palesemente inventata, con il solo scopo di azionare la macchina del fango che è già costata due sconfitte, nel 2011 e nel 2016, a chi sosteneva questa tesi».

«Come spiegato chiaramente dall’ufficio legale del Municipio bruzio, infatti - affermano ancora i consiglieri di maggioranza - il Comune di Cosenza non ha pagato e non pagherà un euro di soldi pubblici per le posizioni debitorie denunciate. Si sta discutendo sul nulla con l’unico fine di oscurare la grandissima manifestazione di sabato scorso a Lamezia Terme che ha visto migliaia di cittadini di tutta la Calabria partecipare alla proposta politica di Occhiuto Presidente della Regione. Il centrosinistra, che in un quinquennio ha sfasciato la Calabria tenta, in modo maldestro, di nascondere il suo fallimento attaccando senza rispetto delle regole colui che è indicato da tutti come l’uomo giusto per risollevare la Calabria. I cittadini conoscono le crepe di una Regione che si appresta ad essere commissariata completamente anche sulla sanità e che è l'ultima in Italia per tutti gli indicatori statistici. Ad ogni competizione elettorale la sinistra utilizza puntualmente argomenti calunniosi e senza senso, soltanto per screditare Occhiuto ma, anche stavolta, sarà punita dagli elettori. Senza voler scendere sullo stesso livello sarebbe opportuno che l'opposizione si facesse piuttosto un esame di coscienza».

«Pensiamo, ad esempio, al consigliere Carlo Guccione - conclude la maggioranza - che, fatti alla mano, è attualmente rinviato a giudizio in un processo penale a Reggio Calabria per la nota inchiesta delle 'spese pazze rimborsopolì presso la Regione Calabria. Lo stesso Guccione sarebbe anche a processo alla Corte dei Conti per peculato aggravato. Ecco: parliamone».

Redazione web

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