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Convocato il Consiglio dei Ministri in Calabria

Domani a Reggio: primo punto l'emergenza sanità

Polemica sulla mancata riunione a Catanzaro

Calabria
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Il premier Conte in una precedente visita in Calabria
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REGGIO CALABRIA - Dopo gli annunci, la prima indicazione della sede a Gioia Tauro e le nuove informazioni relative alla scelta di Reggio Calabria, il Consiglio dei Ministri è stato ufficialmente convocato a Reggio per la giornata di domani, giovedì 18 aprile. 

All'ordine del giorno, per la riunione che si terrà alle 13 nel palazzo della Prefettura, ci sono sei temi a partire da quello dell'emergenza sanitaria in Calabria che è stato inserito al primo punto come "Decreto Legge Misure emergenziali per il servizio sanitario della regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria". A seguire saranno affrontati il Decreto del Presidente della Repubblica sul "Regolamento concernente modalità e criteri di valutazione delle prove degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nella regione Valle d’Aosta"; il Decreto del Presidente della Repubblica sul "Regolamento per l'attuazione della legge 29 dicembre 2017, n. 226, recante istituzione dell’anno ovidiano e celebrazione della ricorrenza dei duemila anni dalla morte di Ovidio"; il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri "Rimodulazione dell’organico della carriera diplomatica ai sensi dell’articolo 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2018, n. 145"; leggi regionali, varie ed eventuali.

Molto soddisfatto il ministro della Salute, Giulia Grillo, secondo la quale il Consiglio dei Ministri in Calabria «è un segno molto importante per una Regione che mi sembra abbia subito una catastrofe dal punto di vista sanitario. Dobbiamo farla risorgere. Con gli strumenti normativi normali non eravamo nelle condizioni, per cui con questa ultima ratio siamo sicuri di potere dare uno stimolo diverso».

«C'è poi il tema dello sblocco delle assunzioni - evidenzia Grillo - su cui io mi sto impegnando perché la legge prevede il blocco del turnover per come abbiamo i parametri, però dobbiamo anche fare in modo che la Calabria si risollevi. Io cercherò in tutti i modi in conversione, di trovare una misura che con la Ragioneria consenta di alleggerire il peso del blocco del turnover, di riprendere quelle che erano le assunzioni previste e non erano state fatte».

In vista del Consiglio dei ministri, alcune associazioni di Catanzaro - Catanzaro Nel Cuore, Cara Catanzaro, Petrusinu Ogni Minestra, Catanzaro in Movimento, Fare per Lido, Catanzaro è la mia Città, Mirabilia, Unite ad Arte - in una nota invitano il sindaco Sergio Abramo e la deputazione catanzarese «a non presenziare a quello che senza ombra di dubbio è l'ennesimo sgarbo istituzionale alla città di Catanzaro in quanto Capoluogo della Regione» e invitano Abramo «a togliere la bandiera italiana da palazzo De Nobili, sede del Comune, un gesto forte e significativo che, siamo certi, rappresenta il senso di rabbia e delusione del popolo catanzarese nei confronti del Governo».

«Avere organizzato il Consiglio dei ministri non nella sede deputata che è il capoluogo Catanzaro, bensì nella città di Reggio - è scritto nella nota - dimostra per l’ennesima volta quanto il senso delle regole sia poco considerato proprio da chi dovrebbe rappresentare ai massimi livelli la prassi istituzionale. Il premier Conte arriverà alle ore 13 con i suoi ministri in riva allo Stretto per discutere e approvare il "decreto Calabria", dunque un affare che riguarda l’intera regione e non una singola città. Ricordiamo che sempre Conte era già stato a Reggio lo scorso 23 novembre 2018 ed in quell'occasione disse che "c'è da testimoniare l’attenzione dell’autorità di governo per quanto riguarda il rispetto della legalità". Noi aggiungiamo che il rispetto della legalità deve intendersi in senso lato e deve partire da quei gesti, che non sono solo simbolici, che riconoscano ad ognuno il suo, a ciascuno i propri ruoli, nel rispetto delle specifiche funzioni. Comprese quelle di un capoluogo di regione».

«Ma se oggi è il Governo Lega-Cinquestelle a mostrare poco tatto istituzionale nei confronti di Catanzaro - affermano ancora le associazioni - ieri lo ha fatto Matteo Renzi: dal 2014 al 2016 l’allora premier è venuto in Calabria quattro volte e gli incontri si sono tenuti a Reggio. Persino quando si è dovuto firmare il 'Patto per la Calabrià. Tornando più indietro nel tempo, ricordiamo un altro Consiglio dei Ministri tenutosi in Calabria: era il 28 gennaio del 2010 e all’epoca il premier era Silvio Berlusconi. La sede dell’incontro, ancora una volta, non il capoluogo di regione bensì la città dello Stretto».

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