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Consiglio dei Ministri, Conte scommette sulla svolta

«La Calabria non va dimenticata, riscatto del Sud»

Oliverio: «Impugneremo decreto sanità» - SCHEDA

Calabria
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Il premier Conte e il ministro Grillo
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REGGIO CALABRIA - Approvazione all'unanimità sia del decreto sulla sanità definito "decreto Calabria", sia del decreto legge sblocca cantieri. La riunione del Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria è stata rapidissima, dopo che i rappresentanti del Governo hanno trascorso nella regione circa cinque ore tra visite, riunioni e conferenza stampa ufficiale. 

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Una riunione significativa, come ha spiegato lo stesso premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa nella Prefettura di Reggio: «Questo è stato un Consiglio dei ministri che non ha solo valore simbolico, ma concreto, perché portiamo misure concrete, che confidiamo potranno portare risultati a questo territorio. I problemi sono tanti». 

E tra questi problemi da affrontare, c'era anche quello dell'economia che il Governo gialloverde spera di affrontare anche attraverso il decreto Sblocca cantieri che, ha sottolineato il premier, nel periodo di attesa dell'approvazione definitiva, avvenuta oggi, «ha comunque ottenuto la bollinatura della Ragioneria di Stato e domattina andrà direttamente in Gazzetta ufficiale, dunque il tempo che abbiamo perso lo abbiamo senz'altro recuperato». 

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L'attenzione per la Calabria è, dunque, molto alta: «Non ci dimentichiamo della Calabria - ha sottolineato il premier - l’attenzione sarà costante per la Calabria e tutto il Sud, vogliamo il sui riscatto. La Calabria è un territorio sovente ahimè dimenticato e per questo abbiamo convocato questo Cdm, non solo simbolico ma operativo, per testimoniare la vicinanza del governo alla comunità calabrese e per dire loro che non ci siamo affatto dimenticati della Regione». Conte ha anche risposto rispetto ai rischi dell'autonomia per le Regioni: «Mi farò garante» perché il progetto di autonomia «non vada a creare un nocumento alle Regioni del Sud».

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Sanità, diritti per i cittadini

Il presidente Conte ha sottolineato che il decreto sulla sanità restituisce «ai cittadini di questa regione un diritto per troppo tempo negato, quello alla Salute. E continuiamo a lavorare per ripristinare legalità, efficienza, merito e trasparenza nel mondo della sanità pubblica». 

Oliverio pronto ad impugnare il decreto

Subito dopo la riunione del Consiglio dei Ministri, però, è arrivata la dura presa di posizione del presidente della Regione, Mario Oliverio: «Stiamo valutando di ricorrere alla Consulta avverso il Decreto sulla Calabria approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che riteniamo incostituzionale. Il Consiglio dei ministri, con questo decreto - ha aggiunto - tenta di cambiare le carte in tavola presentando un’operazione di mero potere come un atto salvifico per la sanità calabrese. Alla fine tutto si é rivelato un vero e proprio bluff, un’operazione mediatica».

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Il Ministro e il decreto d'urgenza

Il Ministro Grillo, però, ha difeso il suo atto ed ha anche evidenziato le caratteristiche del provvedimento sulla sanità: «Lo dico al presidente della Regione Calabria, che ha detto che il ministro opera extracostituzione, e agli altri presidenti: il ministro fa il suo compito nei solchi della Costituzione, che prevede che il ministro garantisca i Lea su tutto il territorio nazionale. Tutto quello che faccio è nel solco della Costituzione, per questo abbiamo fatto un decreto legge temporaneo» (LEGGI LE CRITICHE DI OLIVERIO). 

«Siamo nell’alveo della decretazione d’urgenza - ha ribadito il MInistro - per rispondere a una situazione oggettivamente emergenziale determinata da due parametri fondamentali che riguardano la sanità calabrese: il disavanzo di gestione, arrivato a 168 milioni di euro nell’ultimo trimestre del 2018, e il punteggio Lea del 2017, fermo a 136, molto al di sotto del limite minimo di 160 per soddisfare i Livelli essenziali di assistenza».

Grillo in conferenza stampa sottolineando come il decreto sulla sanità calabrese avrà una durata «limitata di 18 mesi». «Dopo il dodicesimo mese la Regione potrà iniziare ad avviare le procedure di nomina di nuovi manager», spiega il ministro sottolineando come il comparto sanitario sia «un settore molto sensibile, sia negli sprechi che nella criminalità».

Fondi per Gioia Tauro

Nel suo discorso, Conte ha anche parlato del porto di Gioia Tauro: «Siamo riusciti a sbloccare 100-120 milioni per il Porto di Gioia Tauro, cosa che avrà ricadute positive a livello economico per tutta la Regione». 

Il rapporto con Mattarella

La conferenza stampa a Reggio Calabria è servita a Conte anche per sottolineare i buoni rapporti con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, evidenziando che sui decreti «addirittura i giornali hanno rappresentato una sollecitazione veemente del presidente della Repubblica nei miei confronti per il ritardo» su sblocca-cantieri e dl crescita. Nulla assolutamente di vero, il rapporto con il presidente della Repubblica è quello di una leale collaborazione tra alte istituzioni dello stato, ed è un rapporto eccellente e cordiale dal punto di vista umano». 

Nel corso del colloquio al Colle, ha aggiunto Conte, «Mattarella mi ha suggerito, e io ho colto subito questo suggerimento, di riportare il dl sblocca-cantieri in Cdm per una sua approvazione formale, visto che era stato approvato salvo intese e queste intese si sono trasformate in un’intensa attività di confronto anche tecnico».

I prossimi impegni del Governo

Conte ha anche sottolineato i prossimi impegni: «Abbiamo concordato di tenere un prossimo Cdm martedì nel pomeriggio e in quel caso riporteremo il decreto crescita per un passaggio formale. Abbiamo definito un pò tutte le questioni, più che dissidi di natura politica, nel decreto - ha aggiunto - abbiamo avuto qualche difficoltà nella formulazione delle norme, perché vogliamo un decreto per il rilancio del Paese. Il dl sarà in Gazzetta Ufficiale entro aprile e non a maggio inoltrato come diceva qualcuno...».

Di Maio punta sulla sanità

Anche il vicepremier Luigi Di Maio è intervenuto dopo la riunione del Consiglio dei Ministri, evidenziando che «la prima risposta è che oggi lo Stato si riprende la sanità perché qui, nella migliore della ipotesi era in mano ai partiti, nella peggiore era in mano alla 'ndrangheta. Poi - ha aggiunto - nei prossimi giorni e mesi, risolveremo uno alla volta tutti i problemi che da 30 anni a questa parte sono presenti in questo territorio». (sa.pu.)

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