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Il Consiglio dei Ministri travolge la crisi della sanità

Conte e Grillo visitano l'ospedale di Reggio Calabria

«Rispettate prerogative della Regione, ma ora basta»

Calabria
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L'arrivo del Ministro Salvini in Prefettura a Reggio Calabria
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REGGIO CALABRIA - E' la seconda volta che il Consiglio dei Ministri si riunisce in Calabria, dopo la decisione analoga dell'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, nove anni fa, scelse sempre Reggio come sede dell'incontro. 

In questa occasione, però, la scelta ha un tema ancora più netto: affrontare l'emergenza della sanità in una regione in cui non si è in grado di garantire nemmeno i livelli minimi di assistenza, nonostante una spesa sanitaria da capogiro. Così, prima dell'incontro ufficiale nella Prefettura di Reggio Calabria e della seduta del Consiglio dei Ministri, il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha visitato, insieme al ministro della salute Giulia Grillo, il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Con loro c'era anche il commissario della sanità, il generale Saverio Cotticelli. All’uscita il premier non ha fatto dichiarazioni rimandando i giornalisti alla conferenza stampa prevista dopo la riunione del Consiglio dei ministri. Molto critico, invece, il presidente della Regione, Mario Oliverio, che ha contestato di non essere stato nemmeno invitato alla riunione di oggi a Reggio Calabria (LEGGI).

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Mentre il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, visitava la zona di San Ferdinando (LEGGI), a parlare all'uscita dall'ospedale di Reggio è stata, invece, il ministro della Salute Giulia Grillo, che non ha usato certo parole di circostanza: «Questa non è una riforma - ha detto riferendosi al provvedimento che sarà approvato dal Consiglio dei Ministri - è un decreto d’emergenza che ha una durata limitata nel tempo proprio per rispettare le prerogative regionali che prevede l'intesa e la collaborazione con la Regione Calabria».

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«Noi - ha aggiunto Grillo - abbiamo assoluto rispetto delle prerogative regionali, ma visto che in dieci anni nessuno è stato in grado di risolvere niente, abbiamo il dovere morale di provare a risolvere in tutti i modi una situazione che è sotto gli occhi di tutti. I provvedimenti saranno illustrati nel dettaglio in conferenza stampa. Quello che posso dire adesso è che è importante questo segnale dello Stato, grazie ad una grande sensibilità che va riconosciuta al premier Conte, di fare per la prima volta in Calabria un Cdm dedicato al tema più delicato della vita di tutti noi e dei cittadini calabresi».

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Una analisi non distante da quella del commissario Cotticelli: «Prima moralizziamo, mettiamo ordine, cerchiamo di punire qualche delinquente. Ricostituiamo la fiducia - ha spiegato l'ex generale dei carabinieri - poi partiamo con il resto». 

«Un segno - ha aggiunto Cotticelli - di grande vicinanza e attenzione per i problemi di questa gente. Grande vicinanza, come mai prima d’ora. È giunto il momento - ha detto ancora Cotticelli - di cambiare strada, voltare pagina ed attuare interventi incisivi, finalmente. Chi non gestisce bene, chi fa debito, chi non assicura i Lea, ha fallito e quindi deve essere avvicendato. Nessuna punizione. Si tratta di una normale prassi che si usa in tutte le aziende. Chi non raggiunge gli obiettivi, chi non assicura le prestazioni, chi non fa utile, anzi, fa debiti, deve essere avvicendato». (sa.pu.)

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