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SCHEDA - Il Decreto del Governo per "salvare" la sanità in Calabria: i commissari sotto la lente di ingrandimento 

Calabria
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Giuseppe Conte e Giulia Grillo
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REGGIO CALABRIA - Controlli stringenti sui direttori generali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere della Calabria con la possibilità di decretarne la decadenza: sono i poteri affidati al commissario ad Acta per il rientro dal debito sanitario in Calabria dal decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri che si è riunito a Reggio Calabria (LEGGI). Un provvedimento che prevede anche il coinvolgimento dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) «per l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture inferiori alle soglie di rilevanza comunitaria».

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Ma è la parte che riguarda la verifica dell’attività dei direttore generali delle Aziende, di nomina regionale, la parte più significativa del decreto. Il provvedimento prevede infatti che il Commissario ad acta «entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto e, successivamente, almeno ogni sei mesi, è tenuto ad effettuare una verifica straordinaria sull'attività dei direttori generali delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliere universitarie».

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Verifica «volta altresì ad accertare se le azioni poste in essere da ciascun direttore generale sono coerenti con gli obiettivi di attuazione del piano di rientro, anche sotto il profilo dell’eventuale inerzia amministrativa o gestionale». E nel caso di valutazione negativa, «previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio», il commissario «provvede motivatamente, entro quindici giorni dalla formulazione della contestazione e senza i pareri di cui all’articolo 2 del decreto legislativo n. 171 del 2016, a dichiararne l’immediata decadenza dall’incarico, nonché a risolverne il relativo contratto».

In caso di decadenza, il decreto prevede che il Commissario ad acta, «previa intesa con la Regione, nomina un Commissario straordinario» e, «in mancanza d’intesa entro il termine perentorio di dieci giorni, la nomina è effettuata con decreto del Ministro della salute, su proposta del Commissario ad acta, previa delibera del Consiglio dei ministri, a cui è invitato a partecipare il Presidente della Giunta regionale con preavviso di almeno tre giorni». Il provvedimento varato oggi dal Governo prevede anche che "quando risulti nominato dalla Regione, in luogo del direttore generale, un commissario regionale che, a qualsiasi titolo, ne svolge le funzioni, questi decade alla data di entrata in vigore del presente decreto e si applicano le disposizioni del presente articolo».

Il decreto prevede pure che «nell’esercizio delle proprie funzioni il Commissario ad acta, i Commissari straordinari e i Commissari straordinari di liquidazione possono avvalersi del Corpo della Guardia di finanza per lo svolgimento di attività dirette al contrasto delle violazioni in danno degli interessi economici e finanziari connessi all’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario nella Regione».

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