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La politica si divide dopo il Consiglio dei Ministri

L'appello per l'ospedale di Locri: «Sia funzionante»

Calabria
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L'ospedale di Locri
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REGGIO CALABRIA - Il giorno dopo la riunione del Consiglio dei Ministri in Calabria (LEGGI LE DICHIARAZIONI DI CONTE), le posizioni politiche e degli amministratori comunali sono divergenti. C'è chi esulta per il segnale del Governo, chi chiede garanzie concrete e chi parla di semplice "passerella mediatica" senza novità concrete. Resta fermo, però, il fatto che sulla sanità sia intervenuto un vero e proprio ciclone, visto il decreto approvato nel Consiglio dei Ministri (LEGGI LA SCHEDA), anche se il presidente della Regione, Mario Oliverio, ha annunciato che potrebbe impugnare il provvedimento (LEGGI).

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HA SCRITTO AL QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRAVOCE DELL'ITALIA

A chiedere una svolta concreta è il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, il cui ospedale è in condizioni critiche. Il primo cittadino ha chiesto «un ospedale adeguato e funzionante. Ci crediamo, lo pretendiamo, non molliamo. Oggi possiamo dire, tranquillamente, che grazie alla nostra sincera battaglia in difesa dell’Ospedale di Locri, che senza sosta e senza risparmiare nessuno portiamo avanti da oltre cinque anni, qualcosa inizia a muoversi».

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Calabrese afferma: «Non ho ancora approfondito le misure adottate ma sicuramente siamo davanti all’inizio di un nuovo e speriamo positivo corso per la nostra sanità. Ho letto velocemente che alle aziende sanitarie in dissesto finanziario verranno estese le stesse norme applicate agli enti locali; ricordo a me stesso che era una delle proposte avanzate dall’Assemblea dei Sindaci della Locride. Ora attendiamo i risultati concreti di questa straordinaria iniziativa che l’attuale Governo ha deciso di portare avanti dimostrando diversa sensibilità e attenzione rispetto ai predecessori. Personalmente non faccio il tifo per nessuno e non indosso casacche politiche, tanto è che è fatto noto a tutti che rispondo solo ai cittadini, ma osservo e valuto in modo obiettivo, plaudo a chi dichiara disponibilità ad aiutare il nostro territorio, critico apertamente e pubblicamente chi ha promesso di aiutarlo e non l’ha fatto pur avendo avuto la possibilità; disdegno chi invece, approfittando del proprio ruolo, ha abusato della nostra disponibilità perpetrando danni memorabili di cui oggi stiamo pagando le drammatiche conseguenze». 

Posizioni assolutamente positive sono quelle assunte dal ministro del Sud, Barbara Lezzi, e dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Federica Dieni. Il Ministro Lezzi ha acceso i riflettori su Gioia Tauro: «Il porto di Gioia Tauro è stato sottoutilizzato per troppo tempo. La nuova gestione dell’infrastruttura - ha affermato - può determinare una svolta e per questo a maggio, insieme al sottosegretario Geraci, saremo in Calabria per rilanciare il ruolo internazionale di questo scalo. Inoltre, per fine maggio abbiamo riconvocato il tavolo per il Contratto istituzionale di sviluppo in cui ricade l’alta capacità ferroviaria Napoli-Bari-Taranto Lecce e la Salerno-Reggio Calabria su ferro. Sono opere già finanziate, non c’è motivo di rimandare l’apertura dei cantieri».

Federica Dieni, invece, ha scommesso tutto sul decreto per la sanità calabrese: «Il decreto straordinario sulla sanità - ha detto - è un provvedimento che punta a normalizzare un settore fuori controllo e ad assicurare al cittadino i servizi garantiti dalla Costituzione». 

Esattamente all'opposto le dichiarazioni di Jole Santelli, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia, ed Enza Bruno Bossio, deputata Pd. Secondo Santelli, «di Salute nemmeno l'ombra, di problemi reali della Sanità calabrese non c'è traccia. Il decreto Salute del governo gialloverde sulla Calabria ha solo il colore dei soldi. Ed ecco che i commissari che verranno scelti dal governo - ha sostenuto - avranno un compenso maggiorato, non sono sufficienti i 200 mila euro di contratto per i DG presi dalla regione Calabria, i miracolati grillo-leghisti avranno un bonus ulteriore di 50 mila euro e se verranno da fuori Regione altri 20 mila euro».

Critica la posizione di Bruno Bossio rispetto ai precari calabresi: «Ascoltando ieri le risposte di Conte e Di Maio ai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità appare chiaro, a tutti, che i due non sapessero di cosa si trattasse». 

Redazione web

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