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Il candidato sindaco fa il saluto romano al nipote di Mussolini

A Vibo scoppia la polemica ma Limardo sminuisce: «Goliardia»

Calabria
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Il candidato sindaco del Centrodestra Maria Limardo
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«SALUTI a tutti». Sì, ma saluti romani. Un gesto inequivocabile, un braccio teso che si alza. Facile cascarci in una atmosfera nostalgica, in un contesto “familiare”. È stato l’esordio della candidata del centrodestra Maria Limardo ad un incontro in vista delle elezioni europee, tenutosi presso la segreteria provinciale di Fratelli d’Italia su Corso Vittorio Emanuele III. L’avvocato vibonese ha fatto un cameo durante la presentazione di due candidati alla tornata elettorale del 26 maggio, che aspirano ad arrivare a Bruxelles: la prima è Maria Rosaria La Grotta, già consigliere comunale a Vibo; il secondo, invece, è Caio Giulio Cesare Mussolini. Nome altisonante, cognome ingombrante. Nelle scorse settimane, infatti, l’annuncio di una sua candidatura alle europee ha creato non pochi malumori lungo tutto lo Stivale.

Era inevitabile, visto che il suo bisnonno era il Duce d’Italia, Benito Mussolini, che ancora oggi vanta schiere di Camerati che lo ricordano con orgoglio. In tutto il mondo. Nonostante il ventennio oscuro e la tragica strategia che ha trascinato l’Italia in guerra al fianco di un altro dittatore, il Fuhrer Adolf Hitler, il nome Mussolini ricorda per qualcuno momenti di “romanticismo”. Nostalgia di epoche mai vissute, solamente raccontate. «È stato un gesto goliardico. È nota la mia appartenenza alla destra sociale, la mia storia politica. Mia nonna è stata segretaria del Fascio», ha detto Maria Limardo al Quotidiano, a margine del meeting nella sede locale del partito guidato a livello nazionale da Giorgia Meloni. Quel saluto romano in sala non ha scandalizzato nessuno, ed è stato probabilmente dovuto ad un momento di “passione”, visto il contesto.

L’incontro aperto alla stampa è stato moderato dal volto noto della destra vibonese Francesco Stinà, ed ha visto gli interventi di diversi esponenti di Fratelli d’Italia. Come il segretario provinciale Antonello Fuscà, che spera di «superare lo sbarramento del 4% alle europee, grazie al contributo dei candidati qui presenti e portando avanti i veri valori sovranisti». All'evento ha partecipato anche Caio Mussolini, nipote del Duce: «Siamo ad un punto di non ritorno, e queste sono le europee più sentite degli ultimi anni. Non diciamo di voler uscire dall’euro, ma di contare di più in Europa. È questo il momento giusto, e Fratelli d’Italia è il partito più coerente», ha asserito. Il pronipote del fondatore del Fascismo spera anche che le elezioni diano un segnale forte, perché «5 Stelle e Lega sono divisi su tutto». Il Reddito di cittadinanza, per lui, è «metadone di Stato», ed ha spiegato quanto sia fondamentale «aiutare l’economia reale e proporre occupazione». Sulle polemiche degli ultimi giorni è stato chiaro: «Io non c’entro niente, il cognome che porto mi è stato assegnato. Spero ci si concentri sui temi».

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