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Decreto Calabria, la delusione di Mario Oliverio

«Previsti solo gli stipendi dei commissari»

Calabria
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Mario Oliverio
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CATANZARO – Il governatore Mario Oliverio il giorno dopo, a mente fredda, ribadisce quello che il giorno prima aveva detto d’impeto sul super commissariamento della sanità calabrese.

Ieri ha esordito: «Si è trattato di un’operazione propagandistica e demagogica. Gli unici fondi previsti sono quelli che servono ad aumentare gli stipendi dei commissari».

(LEGGI LE DICHIARAZIONI DI CONTE SUBITO DOPO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI)

Infatti, nel prosieguo del racconto, il presidente ha citato il comma 3 dell’articolo 15 del decreto (disposizioni transitorie e finali) che recita: «L’incarico di commissario ad acta e di sub-commissario è valutabile quale esperienza dirigenziale ai fini di cui al comma 7-ter dell’articolo 1 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171».

Secondo Oliverio sarebbe un vestito su misura cucito per il dottor Thomas Schael.

(LEGGI LA SCHEDA CON I CONTENUTI SUL DECRETO CALABRIA)

Il presidente della Regione è rimasto deluso perché un evento straordinario ha poi partorito un topolino. «Vista la convocazione straordinaria di un Cdm - ha detto il Governatore incontrando i cronisti - mi aspettavo provvedimenti sul lavoro, sul sostegno alle imprese e invece niente. E sulla sanità mi aspettavo provvedimenti, norme e risorse per la riqualificazione ed il potenziamento dei servizi sanitari. Tanti calabresi vanno a curarsi altrove e la Calabria paga 320 milioni di euro alle altre regioni per la mobilità sanitaria (LEGGI L'INCHIESTA DEL QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRAVOCE DELL'ITALIA). Mi aspettavo provvedimenti per rafforzare i servizi per ottenere i quali i calabresi vanno fuori ma niente in questa direzione. Ci sono solo risorse che servono ad aumentare gli stipendi dei commissari entranti di 50 mila euro per ognuno più 20 per le missioni. È grottesco. Oltre al danno la beffa».

(LEGGI l'ANNUNCIO DI OLIVERIO DI VOLER RICORRERE ALLA CONSULTA CONTRO IL DECRETO CALABRIA)

 

Oliverio non ha rinunciato al mantra di questi anni: «La sanità in Calabria è gestita dal Governo dal 2010 con l’istituto del commissariamento. È vero che i direttori generali della Aziende sanitarie e ospedaliere sono nominati dalla Regione ma sono sottoposti al controllo dei commissari. Mai la mia giunta ha deliberato in materia di sanità. Un settore gestito dal governo ed è una verità inconfutabile. Anche in relazione ai problemi di malaffare e delinquenza, che sono da affrontare senza mai abbassare la guardia, ricordo che la Asp di Reggio Calabria, nell’ultimo anno era gestita dal commissario e che anche l’indebitamento dell’Azienda è in capo al commissario e quindi al governo, e non da oggi».

(LEGGI LA LETTERA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE
AL QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRAVOCE DELL'ITALIA
)

 

Da qui un danno a orologeria: «La Calabria rischia di trovarsi nei prossimi mesi con gli ospedali svuotati di personale. All’interno del Dl Calabria, infatti, - ha proseguito il presidente della Regione - non c'è una norma, una sola che consenta lo sblocco delle assunzioni in una regione in cui c’è già carenza di personale medico e infermieristico. Il ministro ha annunciato che valuteranno. Il Governo è stato convocato in via straordinaria in Calabria per varare un provvedimento straordinario e poi annuncia che per lo sblocco delle assunzioni valuterà in seguito? Ma di cosa stiamo parlando».

(LEGGI L'INCHIESTA DELL'ALTRAVOCE DELL'ITALIA
SUI 61 MILIARDI SOTTRATTI OGNI ANNO AL SUD
)

 

Il problema assunzioni, in Calabria, è complicato anche dalla valutazione del “tavolo Adduce”, che individuando un deficit di 160 milioni ha fatto scattare il blocco delle assunzioni e extra aliquote. «E anche i pensionamenti a quota 100 - ha concluso il governatore - contribuiranno ad aggravare ulteriormente il quadro complessivo della sanità in Calabria».

Che fare ora? Come si regolerà la Regione? «Assumeremo tutte le iniziative necessarie - ha osservato Oliverio - perché si rimetta al centro la sanità con i suoi problemi perché è da un anno che stiamo chiedendo a questo governo un confronto per discutere nel merito i problemi. Non stiamo facendo un problema di potere ma di merito. Stiamo valutando la possibilità di un ricorso alla Consulta contro il decreto».

«Nel dicembre scorso - ha aggiunto - abbiamo già fatto un ricorso contro la nomina dei commissari ad acta per il rientro del debito sanitario. L’udienza si terrà ai primi di luglio. Abbiamo presentato una memoria articolata che parte proprio dalle motivazioni che la Consulta ha già pronunciato in occasione di un altro provvedimento in relazione ai commissariamenti che è istituto che deve essere datato nel tempo, non può durare dieci anni come in Calabria. L’altro ieri non si è fatto altro che continuare su questa linea che a nostro avviso è anticostituzionale. Noi stessi avevamo proposto un eventuale accompagnamento, un sostegno, ma niente di tutto questo. Non è stato consentito che si facesse una sola riunione. Anzi, una riunione, una sola, è stata convocata dal ministero alla salute, sul randagismo. Vi pare una cosa seria questa?».

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