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Sanità, Regione impugna il decreto sulla Calabria

Oliverio: «Contiene solo uno stampo coloniale»

 

Calabria
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Il presidente Mario Oliverio
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CATANZARO - Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha anche reso noto di avere impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale il decreto «che impedisce persino ai professionisti calabresi di potere candidarsi a dirigere le aziende ospedaliere o le Asp. Un provvedimento, quello del Governo - ha proseguito Oliverio - di chiaro stampo coloniale adottato per rappresentare la Calabria come terra di malaffare e una sanità regionale allo sbando». 

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Concludendo il dibattito in Consiglio regionale sul decreto del Governo in materia di sanità in Calabria, approvato lo scorso 18 aprile nel Consiglio dei ministri che si è svolto a Reggio Calabria, Oliverio ha spiegato: «Quando minacciai di incatenarmi a Palazzo Chigi desistetti perché fui ingannato da chi in quel momento governava e che mi aveva assicurato che sarebbero stati assunti provvedimenti per cancellare il Commissariamento della sanità calabrese».

Il governatore ha, inoltre, chiarito la portata di alcuni interventi, «come sospensione per avere nominato il dottore Santo Gioffrè a dirigere l’Asp di Reggio Calabria, che si era candidato due anni prima a sindaco del comune di Seminara, provvedimento contro cui depositai ricordo al Tar ma non fu mai discusso, perché qualche giorno prima della scadenza dei novanta giorni previsti, quel provvedimento di sospensione fu inopinatamente ritirato. Nel frattempo, però, Gioffrè fu sostituito».

Il presidente della Regione, inoltre, ha posto in evidenza un episodio relativo all’Asp di Reggio Calabria: «Gioffrè - ha sostenuto - venne un giorno da me portandosi dietro un fascicolo zeppo di fatture emesse dall’Asp di Reggio Calabria, pagate due volte ai fornitori. Gli dissi subito di recarsi in Procura e denunciare il tutto».

Oliverio ha poi evidenziato «che nel Decreto del Governo del 18 aprile si aumentano le indennità ai commissari straordinari di 50 mila euro e, in aggiunta, si impinguano di 20 mila euro le spese per la logistica degli stessi, si bloccano le assunzioni e il turn-over, con gli organici ospedalieri ormai ridotti al lumicino. E che dire del tanto pubblicizzato Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria? Una iniziativa storica avrebbe sotteso annunci positivi per i calabresi: dal lavoro per i giovani, a Gioia Tauro, ai trasporti. Niente di tutto questo - ha detto Oliverio - anzi, si forniscono dati truccati per l'emigrazione sanitaria e nessuno a livello governativo interviene».

Il presidente della Regione, infine, ha ringraziato «i consiglieri di minoranza Tallini, Gallo, Parente ed Esposito per la serietà del loro contributo al dibattito», sottolineando la necessità di caratterizzare lo scorcio di legislatura rimasto all’insegna delle iniziative unitarie sui temi di interesse generale. Dopo l’intervento di Oliverio i lavori del Consiglio regionale si sono conclusi.

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