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Decreto Calabria sulla Sanità, la Regione fa ricorso

Formalizzata la decisione di adire la Corte Costituzionale

Calabria
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Governatore Mario Oliverio
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CATANZARO - Come annunciato già all'indomani della sua approvazione in Calabria (LEGGI LA NOTIZIA) «la Giunta regionale della Calabria, presieduta da Mario Oliverio, si è riunita oggi pomeriggio a Catanzaro per formalizzare il ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto Calabria, approvato dal Consiglio dei Ministri, che introduce nuove norme nella gestione della sanità calabrese».

A darne notizia è un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta. Il provvedimento, approvato nella seduta del Consiglio dei ministri svoltasi a Reggio Calabria il 18 aprile scorso, disciplina le misure emergenziali per il servizio sanitario nella regione e proprio oggi è all’esame della commissione Affari sociali di Montecitorio dove si è sviluppata anche una nuova polemica tra gli alleati di Governo, Lega e Movimento Cinquestelle, con riferimento ad un emendamento presentato dalla deputata calabrese Dalila Nesci (LEGGI LA NOTIZIA). 

Per quanto riguarda, invece, la decisione della Regione, il governatore Mario Oliverio, durante l'audizione in Commissione Affari sociali, ha rimarcato come «in questo decreto, annunciato con tanto clamore e solennità, non c'è un euro per i problemi veri della sanità calabrese, ma ci sono solo somme, circa 790 mila euro, tutte concentrate all’aumento delle indennità dei nuovi commissari. Somme a carico dei calabresi poiché la nomina dei commissari riguarderà dirigenti di fuori regione con la motivazione, scritta nella relazione, che io ritengo personalmente inaccettabile, in cui si legge che 'è auspicabile che i soggetti scelti provengano al di fuori dal contesto professionale e ambientale della regione».

Il presidente della Giunta ha ribadito, inoltre, che «non posso accettare, in qualità di presidente della mia terra di catalogare i professionisti calabresi come incompetenti o qualcosa di più, magari carichi di rognosa criminalità o illegalità. Non va bene e siccome sono atti parlamentari, io respingo questa impostazione. Respingo l’impostazione di questo decreto - ha detto ancora - e lo dico consapevolmente con forza e determinazione. Questo non fa altro che buttare fango sulla Calabria, che non lo merita per giustificare operazioni di altra natura. Noi avevamo avviato una manifestazione d’interesse - ha aggiunto Oliverio - che attingeva dall’Albo nazionale per la selezione dei Direttori generali. Il Decreto straordinario revoca le procedure già avviate e permette ai commissari di andare oltre l’Albo nazionale. Vorrei capire la ratio di questa impostazione».

Inoltre, il massimo esponente istituzionale calabrese si è rivolto al Parlamento chiedendo «di riflettere non guardando le appartenenze politiche. La Calabria è una regione dell’Italia, non è il Burundi. Non sono mai stato convocato dal Ministro della Salute, che è interessata a parlare solo con i commissari. Per quanto mi riguarda - ha aggiunto Oliverio - nessuna intesa per le nomine, non mi interessa. Il Governo può già nominare i commissari in piena autonomia. Quello che mi interessa ed è importante, per garantire il servizio ai calabresi, è lo sblocco delle assunzioni. C'è una carenza di oltre 1.400 medici e quota 100, con i pensionamenti a valanga, farà precipitare la situazione. É bene ricordare che la Calabria è commissariata da dieci anni, di cui otto con blocco delle assunzioni».

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