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Decreto Calabria, approvato l'emendamento "Nesci"

Ma continua la tensione con la Lega che si astiene

Calabria
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Dalila Nesci

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ROMA - Approvato l'emendamento al decreto Calabria sulla Sanità presentato in commissione Affari Sociali della Camera dalla deputata calabrese del Movimento Cinquestelle Dalila Nesci. Un emendamento che punta a togliere la discrezionalità dei presidenti delle Regioni sulle nomine dei dirigenti sanitari. L’emendamento è passato con l’astensione della Lega.

«Abbiamo presentato un emendamento al decreto Calabria - aveva dichiarato la stessa Nesci - per tenere fuori le mani della politica dalla sanità pubblica. La Lega però vorrebbe limitare la misura solo alle Regioni in piano di rientro, e non a tutte come chiediamo noi. Sarebbe un errore. È urgente infatti dare un segnale forte e un messaggio a tutti i cittadini: vogliamo che negli ospedali pubblici torni a contare il merito e non le mazzette. Non dimentichiamoci di tutte le inchieste, anche recenti, che hanno smascherato un sistema inquinato, fatto di corruzione e illegalità. Ci aspettiamo che la Lega torni sui suoi passi. Non svuoti il senso della nostra proposta», 

L'alleato di Governo del Movimento Cinquestelle ha quindi chiarito i motivi per i quali non ha votato a favore dell'emendamento: «La Lega si è astenuta perché l'emendamento è palesemente incostituzionale, non perché non condivide la questione della trasparenza nella sanità».

Ancora una volta, come negli scorsi giorni (LEGGI LA NOTIZIA), a illustrare le motivazioni della decisione, che costituisce un'ulteriore occasione di contrasto tra M5s e Lega, è stata la vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera e deputata della Lega Rossana Boldi. 

Soddisfazione da parte della Lega è stata invece espressa per «lo sblocco del turnover sulle assunzioni in sanità voluto dalla Lega per tutte le Regioni come previsto in un nostro emendamento al Decreto Calabria. Ringraziamo la relatrice per aver accolto la nostra proposta e il Mef per aver accolto la nostra richiesta affinché l’erogazione dei Lea fosse a beneficio di tutti e non solo per la Regione Calabria come proposto dal M5S. La Lega ha proposto questa estensione perché il problema della carenza cronica di personale sanitario è strutturale e diffuso in tutte le regioni ed è necessario dare a tutte questa opportunità», a sostenerlo sono stati i deputati della Lega in Commissione Affari Sociali della Camera: Massimiliano Panizzut (capogruppo), Rossana Boldi (vicepresidente), Arianna Lazzarini (segretario), Guido De Martini, Sara Foscolo, Alessandra Locatelli, Paolo Tiramani e Edoardo Ziello.

«Abbiamo inoltre proposto un sub emendamento a tutela delle Regioni - aggiungono - e nel rispetto del ruolo che esse rivestono in termini di responsabilità sul buon andamento della sanità nei confronti dello Stato. Il gruppo della Lega in Commissione Affari sociali ha deciso di porre l’attenzione sull'incostituzionalità della proposta della relatrice sulla revisione dei criteri di selezione dei dirigenti sanitari vista la preannunciata intenzione del M5S di togliere a tutte le Regioni, e non solo a quelle in dissesto, la responsabilità di nomina».

Ieri il vicepremier Luigi Di Maio aveva avvertito i leghisti perché non bloccassero l’emendamento, definito "anti-raccomandati". In caso contrario, aveva aggiunto, «sarebbe molto grave. Sarebbe un no al merito, alla trasparenza». Sull'astensione della Lega, Boldi ha ulteriormente spiegato: «C'è una sentenza della Corte costituzionale, la n.251 del 2016, che ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Veneto sulle norme della legge Madia che riguardano lo stesso argomento dicendo che su materie concorrenti com'è la sanità, le decisioni spettano agli enti territoriali e non agli organi centrali. Quindi, in commissione abbiamo fatto presente che chiunque potrebbe poi ricorrere contro l'emendamento».

E in generale contro il decreto Calabria ha già dato il via al ricorso in Corte costituzionale proprio la Regione Calabria che dà il nome al provvedimento (LEGGI)

 

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