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Elezioni comunali a Vibo Valentia, parlano i candidati

La linea politica dell'aspirante sindaco Domenico Santoro

Calabria
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L'incontro tra i giornalisti e il candidato sindaco Domenico Santoro
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

SIAMO entrati nella settimana decisiva. Dopo circa un mese di campagna elettorale, di parole, promesse ed intenzioni, i cittadini saranno finalmente chiamati al voto per eleggere sindaco e consiglio comunale. Nel chiuso dell'urna si delineerà, dunque, il destino dei quattro candidati alla guida del capoluogo, con la possibilità di un ulteriore round, il 9 giugno, per il ballottaggio.

Noi del Quotidiano del Sud abbiamo chiacchierato con i quattro aspiranti amministratori ponendo loro una serie di domande su quali azioni adotteranno in caso di elezione. Oggi è stato il turno di Domenico Santoro, del Movimento Cinque Stelle che ha affrontato una serie di problematiche che affliggono la città, l'argomento scottante delle liste pulite, dei servizi al cittadino e delle disastrate casse comunali.

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Questi solo alcuni passaggi della lunga intervista. Per quanto concerne le liste pulite, Santoro si è detto «molto preoccupato riguardo questo presunto inquinamento di alcune liste della candidata del centrodestra. Quindi, viste le ombre criminali su Vibo Valentia, è presumibile che se dovesse vincere una coalizione con liste inquinate vi è la concreta possibilità di uno scioglimento per mafia del Comune».

Ulteriore passaggio sul dissesto finanziario dell'ente: «non voglio attuare una gestione “lacrime e sangue” anche perché se l'acqua è sporca non possiamo farla pagare, è chiaro che bisogna evitare un secondo default, con il il bilancio partecipato che sarà uno dei punti di forza». Sulla carente riscossione dei tributi, il candidato del M5S ha ribadito che «le entrate devono diventare un discorso serio, non è possibile che paghi solo il 40% della cittadinanza». E ancora, discussione sul taglio delle spese del Comune, ridiscussione delle soste a pagamento e molto altro.

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