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Elezioni Europee, Di Maio sceglie il teatro a Cosenza

«Sanità bancomat per i politici. Oliverio andava espulso»

Calabria
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Luigi Di Maio sul palco di Cosenza
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COSENZA - Il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, è arrivato in Calabria per il tour in programma oggi in vista delle elezioni Europee.

Nel suo intervento, Di Maio ha subito affrontato la questione della sanità in Calabria, evidenziando la scelta del commissariamento: «A me dispiace dover raccontare in giro per il mondo che in Italia c'è bisogno di commissariare la sanità di una regione mettendoci a capo un generale dei carabinieri. Quello che abbiamo fatto qui è stato necessario perché la sanità in Calabria, per trent'anni, è stata il bancomat che ha consentito a tanti politici di diventare quello che sono». 

«Adesso - ha aggiunto - ci dobbiamo riprendere la sanità in tutta Italia. Stiamo per approvare una legge che stabilisce che la politica regionale non deve più fare le nomine della sanità».

Di Maio ha criticato fortemente certi modi di fare politica: «Questi territori sono stati scorribanda della politica, e poi è arrivata la corruzione. Qualcuno dice che siamo troppo rigidi sulla corruzione, ma dobbiamo togliere la sanità ai partiti. La corruzione è la vera emergenza nazionale si combatte con le leggi e l'atteggiamento della politica. Zingaretti - ha sottolineato - qui doveva espellere Oliverio dopo la prima inchiesta».

GUARDA IL VIDEO: DI MAIO SUL TEMA DELLA SANITA'

In vista delle elezioni Europee, Di Maio ha evidenziato: «A giugno sono pronti 2 miliardi per il fondo per l'innovazione. Saranno dei giorni importantissimi perchè molti diranno 'sono M5S, ma non voto per il Parlamento europeo'. Tutti aspettano lunedì per dire il giustizialismo non paga, qualcuno è nostalgico delle Province andate. Non mi sottrarrò a dire quello che non va».

Il capo politico del Movimento Cinquestelle è arrivato nel primo pomeriggio a Cosenza, entrando dal retro del cine-teatro Italia-Tieri, per incontrare i cittadini. Il vicepremier è stato accolto da un centinaio di tirocinanti Csa del Dipartimento nazionale precari e politiche del lavoro ed un gruppo di precari ex Lsu-Lpu che hanno manifestato, a Cosenza, davanti al teatro.

I manifestanti hanno esposto uno striscione con scritto "Seimila tirocinanti calabresi vogliamo sapere che fine facciamo". La richiesta che hanno avanzato è quella di incontrare il ministro per fare presente la loro situazione che persiste da tempo e «si interromperà a breve, perché - hanno riferito - sono in scadenza i tirocini».

Rispetto alle questioni interne nel Governo, il vicepremier ha detto: «Mi vedrete sempre alzare la voce nel governo quando qualcosa non andrà bene. Ci sono due piani: il piano dei numeri in Parlamento e ce li abbiamo noi, abbiamo i 2/3 della maggioranza parlamentare; poi c'è il piano delle parole, dove non posso accettare certe cose: i fischi al Papa, le denunce ai magistrati o le denunce all'Onu», ha aggiunto.

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