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Sanità, 6 nomi proposti dal commissario alla Regione

Solo un calabrese. Oliverio: «Azione spregiudicata»

Calabria
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L'incontro tra Schael, Cotticelli e Oliverio
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CATANZARO - Sono sei i nomi presenti nella lista consegnata alla Regione Calabria dall’Ufficio del commissario per il rientro del debito sanitario, guidato dall'ex generale Saverio Cotticelli, per l'individuazione dei commissari straordinari delle Aziende sanitarie calabresi.

L’unico calabrese, Gianluigi Scaffidi, di 68 anni, è destinato all’Asp di Vibo Valentia; Antonino Candela, di 54 anni, di Palermo, è indicato per l’Asp di Cosenza; Renzo Alessi, di 64 anni, di Padova, andrà a Catanzaro; Gilberto Gentili, di 61 anni, di Pesaro, a Crotone e Isabella Mastrobuono, di 62 anni, di Roma, andrà all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini di Catanzaro.

Prevista la nomina di un commissario anche all’Asp di Reggio Calabria, attualmente retta da una commissione dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose decretato dal Consiglio dei Ministri il 13 marzo scorso. Per Reggio è indicato Massimo Annicchiarico, di 61 anni, di Taranto.

La lista con i nominativi proposti dalla struttura commissariale per individuare i prossimi commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi è stata consegnata questa mattina in busta sigillata al Protocollo generale della Regione Calabria, che l’ha contestualmente registrata.

Con questo atto formale, è scritto in una nota, prende il via il confronto istituzionale tra il Governo e la Regione, previsto dal decreto-legge 35/2019, finalizzato a individuare i commissari straordinari delle aziende sanitarie.

«L'elenco - affermano il commissario Saverio Cotticelli e il sub-commissario alla Sanità calabrese Thomas Schael - è stato depositato oggi. Smentiamo, pertanto, i nominativi finora riportati dalla stampa. Auspichiamo, con piena apertura e con vivo spirito di collaborazione, che il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio voglia riceverci per discutere nel merito e raggiungere un’intesa istituzionale nel solo interesse dell’intera comunità calabrese».

Nello specifico, ai sensi delle norme vigenti, prosegue la nota, per raggiungere l’intesa è prescritto un termine perentorio di dieci giorni, decorso il quale la nomina dei commissari delle Aziende del Servizio sanitario della Calabria è effettuata con decreto del ministro della Salute, su proposta del commissario ad acta, previa delibera del Consiglio dei ministri, a cui è invitato a partecipare il presidente della Giunta regionale con preavviso di almeno tre giorni.

La reazione di Oliverio

L'indicazione dei nomi ha fatto scattare la reazione del presidente Oliverio, secondo il quale «la vera ed unica ragione per cui il Ministro alla Salute Grillo ha proposto il Decreto Legge sulla sanità calabrese, è quella di appropriarsi anche dei poteri di nomina dei Commissari delle Aziende sanitarie. Il Governo nazionale, dopo circa 10 anni di gestione commissariale attraverso la quale ha gestito la sanità calabrese sostituendosi alle funzioni costituzionalmente attribuite alle Regioni, con la approvazione di questo Decreto - ha aggiunto - si appropria anche del potere di nomina dei Commissari, unica funzione rimasta in questi anni in capo alla Regione».

Seondo Oliverio, «oggi per coprire una spregiudicata operazione di potere si chiede un parere trasmettendo un elenco di nomi (d'altronde questo è il senso della trasmissione di un elenco di nomi e non già la ricerca di una intesa) sui quali maldestramente si pensa di camuffare un coinvolgimento della Regione. Il Governo ed il Ministro Grillo - dichiara ancora Oliverio - si sono assunti la responsabilità di estromettere la Regione con un atto incostituzionale. Si eviti la farsa e si risponda ai calabresi con atti concreti in direzione del superamento di una situazione inaccettabile. Il nostro unico interesse è dare alla Calabria servizi sanitari qualificati per la tutela e la cura della salute dei calabresi».

«Nell’elenco - conclude Oliverio - c’è la conferma di quanto ho denunciato davanti alla Commissione della Camera dei deputati sulla mortificazione delle professionalità calabresi (sono tutti, tranne uno, esterni alla nostra regione) e l’aumento, a giustificazione di tale operazione, di 50 mila euro al mese di indennità più 20 mila euro di spese per le missioni».

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