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Migranti, dal Comune sì alla proposta del ministero dell’Interno

Un Cas per i migranti residenti, strutture a Vena Media e Inferiore

Calabria
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Il palazzo municipale di Vibo Valentia
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VIBO VALENTIA - L’INTEGRAZIONE: una questione dibattuta e più che attuale di questi tempi. Il Comune con la nuova amministrazione Limardo sembra voler affrontare in maniera concreta questa delicata tematica, e per questo intende aderire ad una proposta proveniente direttamente da Roma, riguardante la costruzione di un centro di aggregazione per immigrati.

Il Ministero dell’Interno avrebbe presentato la proposta a Palazzo Razza nel mese di maggio. Si tratta di un’iniziativa progettuale per il recupero di beni pubblici da destinare all’integrazione dei migranti regolari. La proposta del Ministero è motivata dal fatto che «il comune di Vibo presenta un alto tasso di cittadini immigrati extracomunitari residenti». Palazzo Razza ha quindi pensato di avviare una proposta progettuale, facendo leva «sui fondi del Programma Operativo Nazionale “legalità” 2014-2020, con l’obiettivo di realizzare un centro culturale e un centro di aggregazione sociale».

E gli immobili pubblici presi in considerazione sono «siti nelle frazioni di Vena Media in via Piemonte, e Vena Inferiore in via Toscana». Così come specificato nella delibera a firma della dirigente Adriana Teti, con la quale il Comune ha reso pubblica l’iniziativa, si tratta di strutture «inutilizzate ormai da tempo». L’obiettivo dell’amministrazione comunale, sarà quindi quello di «creare i presupposti per la realizzazione di un sistema complessivamente più equilibrato e sostenibile, in cui l’integrazione dei migranti diventi fattore di crescita delle comunità locali e che rappresenti un punto di riferimento dell’area, anche attraverso attività di animazione sociale, culturale e partecipazione collettiva. Tutto ciò con l’obiettivo di ridurre l’esclusione sociale, anche con il coinvolgimento del partenariato istituzionale, economico-sociale e delle organizzazioni di volontariato presenti sul territorio».

L’operazione di recupero degli immobili di Vena Media e Vena Inferiore comporterà una spesa di circa 1,135 milioni di euro. Il Comune, attraverso la delibera di lunedì scorso, ha approvato il progetto di fattibilità, inserito nell’ambito dell’iniziativa “Aggreghiamo nelle frazioni”. Per finanziare il progetto verranno quindi utilizzati i fondi Pon “Legalità” 2014-2020. Il precedente. Tutto ciò avviene due anni dopo il caso riguardante il Centro di accoglienza straordinaria di via Murat. Era il 2017 quando i residenti della zona si opponevano alla nascita del Cas. All’epoca uno dei residenti, l’architetto Francesco La Bella, motivò così l’opposizione degli abitanti: «Le due relazioni, quelle dei Vigili urbani e dell’Ufficio urbanistica, secondo quanto ci è stato riferito, sono entrambe negative. È stato confermato quanto da noi paventato: non ci sono le condizioni di sicurezza sul sito, ed è ciò che abbiamo sempre detto. Sono mesi che lo diciamo, tra l’indifferenza di molti».

Il problema nasceva a causa della presenza di un vicolo cieco, e piuttosto stretto, che rendeva la zona non idonea all’accoglienza dei migranti. Alla fine la struttura che doveva sorgere in via Murat, in pieno centro storico, non si fece. In quell’occasione si discusse, anche sulle pagine del Quotidiano, della possibilità di migliorare la macchina dell’accoglienza, rendendo il processo d’integrazione più semplice. Oggi invece Palazzo Razza aderisce ad un progetto che tende a voler assottigliare le distanze tra cittadini vibonesi ed immigrati. Con la speranza che questa volta si arrivi ad un lieto fine per tutte le parti chiamate in causa.

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