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Cosenza, in consiglio si discutono gli equilibri di bilancio

Servono 17 presenze, senza approvazione consesso sciolto

Calabria
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Il palazzo municipale di Cosenza
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Arriva domani in Consiglio comunale la pratica di salvaguardia degli equilibri di bilancio e la varazione generale d'assestamento. È la prima volta che l'assise torna a riunirsi dopo la pronuncia della Corte dei Conti che a metà luglio ha contestato al Comune di Cosenza il «grave e reiterato mancato rispetto» degli obiettivi intermedi del piano di riequilibrio, aprendo la strada – salvo decisione diversa in appello delle Sezioni riunite – al dissesto.

I numeri che hanno tenuto con il fiato sospeso la maggioranza in queste ore non sono stati però quelli del bilancio. Ad impegnare Occhiuto e la coalizione è stata la conta interna: per discutere la pratica servono 17 presenze e in caso di mancata approvazione si attivano le procedure per lo scioglimento del Consiglio.

LEGGI: Comune di Cosenza, per la Corte dei Conti è dissesto Ma è sospeso in attesa del ricorso alle Sezioni Riunite

Tra consiglieri in vacanza, altri preoccupati di ritrovarsi un giorno a pagare l'eventuale default del Comune e chi invece cova malumore da tempo la corsa al diciassettesimo è parsa a tratti impervia. Dopo la riunione di maggioranza di questa mattina, però, la coalizione professa ottimismo. I presenti erano una ventina e tanti dovrebbero confermarsi anche in aula questa mattina. Decisiva la Piattaforma, il gruppo trasversale al quale aderiscono Francesco Spadafora, Pasquale Sconosciuto, Francesco Cito (eletti in maggioranza), Marco Ambrogio e Giovanni Cipparrone (provenienti dalla minoranza). In riunione Sconosciuto e Cito erano presenti, ma il gruppo deciderà come comportarsi in aula in serata.

Non è escluso, però, che Occhiuto alla fine possa contare su appoggi insperati, come quello del consigliere Massimo Lo Gullo. Gentiliano di ferro, stamattina durante la commissione di Bilancio ha detto che Occhiuto «sta lavorando bene» e che un sindaco eletto con una maggioranza schiacciante «non può essere mandato a casa da un consigliere». Per fugare però ogni dubbio sulla sua appartenza all'opposizione, Lo Gullo sulle pratiche in commissione ha espresso voto contrario.

LA PRATICA

La manovra apporterà al documento contabile dell’ente due variazioni principali. La prima riguarda l’inserimento in bilancio – spalmati in tre anni e non sull’intero decennio di predissesto come previsto in origine – di passività ancora da riconoscere. Il grosso è rappresentato dai debiti con il commissario regionale all’Ambiente – 19 milioni di euro ancora da saldare – per lo smaltimento dei rifiuti, relativi al periodo 2008-2012. La manovra apposta 8 milioni 400mila euro nel bilancio 2019, 5 milioni e 800mila euro nel 2020, mentre la quota restante di circa 6 milioni 230mila euro viene imputata al 2021. Per l’anno in corso le somme per il riconoscimento dei debiti erano state accantonate già in un fondo: con la manovra si trovano le coperture per le somme da riconoscere nei prossimi due anni.

La seconda variazione riguarda invece l’accantonamento di un fondo pari a 11 milioni e mezzo di euro, destinato a coprire passività potenziali da contenzioso: 3 milioni e mezzo erano stati già previsti, con la nuova manovra se ne aggiungono altri 8. Cifre che sul bilancio avranno un impatto importante, perché quest’anno non sarà rispettato l’equilibrio. Il documento si chiude, infatti, con un disavanzo di 11 milioni e mezzo che sarà recuperato in parte nel bilancio 2019 e in parte nei prossimi esercizi. Entrambe le variazioni rispondono a rilievi formulati dalla Corte dei Conti con il giudizio (negativo) sullo stato d’attuazione del piano di riequilibrio.

Nella stessa manovra vengono poi individuati 6,8 milioni di debiti in conto capitale, che saranno coperti con mutui.

IL PD

L'opposizione di centrosinistra ha già fatto sapere che non sarà in aula. «Non basta votare contro. Questa amministrazione deve andare a casa» ha detto Damiano Covelli, capogruppo Pd, in commissione.

«Dovevate contenere la spesa e invece l'avete aumentata. Le condizioni del Comune sono peggiorate in questi 8 anni» ha aggiunto Bianca Rende, per poi abbandonare la commissione insieme al collega dem, prima della replica del sindaco.

«Nel 2012, davanti ai rilievi della Corte dei Conti, molto responsabilmente abbiamo scelto di non dichiarare dissesto e di attivare il predissesto. La Corte riconosce il miglioramento dei conti, ma dice che non sono migliorati abbastanza. La spesa corrente è diminuita, la minoranza propina numeri inventati – handetto il sindaco – Sono aumentati solo gli oneri dei mutui che siamo stati costretti a contrarre per pagare i debiti che loro ci hanno lasciato».

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