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La Lega torna all'attacco dei forestali calabresi

Fontana: «Finanzio le start up, ma non assistenzialismo»

Calabria
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Attilio Fontana
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COSENZA - Dev’essere un chiodo fisso quello della Lega per i forestali calabresi. E’ vero che il problema esiste eccome se uno come Giacomo Mancini nel 1998 li definì come una «maledizione», ma siamo lontani dalle esagerazioni degli anni passati quando in alcuni paesi, soprattutto dell’Aspromonte, trovare un maschio adulto che non fosse un ranger ci si doveva mettere d’impegno.

All’epoca fu Roberto Calderoli a dire che lui il problema lo avrebbe risolto in una manciata di mesi. L’istrionico Berlusconi prese la palla al balzo e lo nominò seduta stante commissario, ma di Calderoli si persero le tracce. Non venne mai in Calabria, non chiese mai uno straccio di documento che fotografasse la situazione. Ieri è stato invece il turno di Attilio Fontana, Governatore della Lombardia e leghista of course.

Fontana ha partecipato al meeting annuale di Rimini di “Comunione e Liberazione” e si è lanciato in una strenua difesa del regionalismo differenziato sostenendo che in fondo l’autonomia conviene anche al Sud perchè «E’ il centralismo che rende il Sud schiavo dell’assistenzialismo: ma se l'ultimo vagone devo avere la stessa velocità del primo, non va rallentato il primo altrimenti a rallentare è l’intero treno. Sono pronto - ha concluso sicuro - a finanziare 25mila start up di giovani calabresi, un po’ meno a finanziare altrettanti forestali».

In realtà di start up ce ne sarebbero eccome da finanziare visto che gli atenei calabresi sono una fucina di talenti come dimostrano i risultati delle competizioni nazionali fra start up ed è altrettanto vero che spesso hanno il problema dei fondi e le idee più interessanti vengono spesso fagocitate per una manciata di quattrini dalle grosse aziende.

Insomma il problema meriterebbe una attenta riflessione, ma la dichiarazione di Fontana non è sfuggita al consigliere regionale del Pd, Mimmo Bevacqua, fra l’altro autore di una proposta di legge sulle aree interne basata proprio sulla difesa e tutela della montagna.

«È molto preoccupante e conferma le mie analisi quanto affermato da Attilio Fontana, che non si cura di utilizzare numeri inverosimili e stereotipi duri a morire. Mi piacerebbe, pertanto, invitare e ospitare in Calabria il presidente Fontana, per discutere in tutta serenità di autonomia differenziata: potrebbe magari essere anche l’occasione buona per fargli rendere conto di quanto inesatte e frutto di triti pregiudizi siano le sue opinioni sui forestali calabresi».

È quanto dichiara Bevacqua, il quale così prosegue: «Sono stato fra i primi in Calabria a occuparmi della riforma costituzionale autonomista; fra i primi a renderne pubblici i rischi attraverso incontri che hanno coinvolto colleghi e istituzioni di tutte le regioni meridionali; fra i primi a investire della materia il consiglio regionale che, anche grazie a un mio ordine del giorno, si è espresso in maniera chiara e inequivocabile. Ho scritto una lettera aperta anche al presidente Fontana nello scorso febbraio ma, evidentemente, era troppo impegnato per leggerla. Mi piacerebbe dire al presidente Fontana che i forestali calabresi non sono oggi neppure un quinto dei fantomatici 25 mila che egli ritiene; mi piacerebbe mostrargli quanto di buono e di utile ha prodotto per le nostre montagne il lavoro dei nostri forestalii; mi piacerebbe illustrargli il mio progetto “Montagna Solidale” finalizzato alla formazione e utilizzazione di giovani per la salvaguardia del territorio e la prevenzione del rischio idro-geologico. Ma so già che all’egregio presidente Fontana, di tutto ciò, non interesserebbe nulla: da buon leghista, egli sa bene che l’importante è spararla grossa, confondere le acque e, nel frattempo, portare avanti il disegno che interessa».

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