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Elezioni regionali in Calabria, Oliverio rilancia e accusa

«Non si getta fango sulle persone, il Pd spieghi tutto»

Calabria
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Il presidente Mario Oliverio
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CIRO' MARINA (CROTONE) - «La battaglia politica non si conduce gettando fango sulle persone, dicendo e non dicendo, pronunciando frasi a metà o diffondendo calunnie e false verità. La battaglia politica, per essere degna di questo nome, si conduce a viso aperto, dicendo pane al pane e vino al vino e non travisando e mortificando la storia e la vita delle persone». Con queste parole il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, a conclusione di un’iniziativa pubblica a Cirò Marina, ha confermato la volontà di non compiere alcun passo indietro rispetto alla sua candidatura alle prossime elezioni regionali.

LEGGI LA POSIZIONE NEGATIVA DEL PD SULLA RICANDIDATURA DI OLIVERIO

In un un comunicato del Coordinamento dei Comitati "Oliverio presidente" sono stati ripresi i principali passaggi dell'intervento in cui Oliverio ha chiamato in causa, prima di tutto, il proprio partito: «Fa molto male - ha detto Oliverio - apprendere in queste ore che in alcuni ambienti del mio stesso partito (il Pd, ndr) si fanno circolare, in modo ignobile, voci infamanti sul mio conto. Paventano, addirittura, che sarebbero in arrivo provvedimenti cautelari nei miei confronti. Parlano come se esistesse una sorta di filo diretto di alcuni personaggi con le Procure. E’ un fatto grave, un’offesa che lede e mortifica la mia dignità, la mia storia e la mia pulizia interiore».

«La mia vita è stata sempre improntata a grande rigore morale e non può essere oggetto di gossip alimentato da calunnie e menzogne. Ci sono problemi sulla mia ricandidatura? Non devo essere più ricandidato? Si dicano i motivi che stanno alla base di questa contrarietà».

«Io non ho mai anteposto la mia persona - ha aggiunto Oliverio - agli interessi generali. Non ho mai detto: Oliverio o la morte. Se ci sono altri candidati, 'altre propostè, si valutino, si mettano in campo e si vada alle elezioni primarie. C'è una legge regionale, che non ho fatto io, che prevede che i seggi elettorali siano presieduti da persone nominate nell’ambito degli elenchi disponibili presso la Corte d’appello, a garanzia della massima trasparenza nella scelta del candidato da parte dei cittadini. Si discuta serenamente e si eviti di disperdere il vantaggio che abbiamo realizzato in questi anni».

«E' davvero assurdo e inquietante - ha rimarcato Oliverio - il fatto che non si dicano le motivazioni per cui un presidente uscente non dovrebbe essere ricandidato, affidando a veline senza nome e senza volto illazioni e congetture che non stanno né in cielo né in terra».

«Un’unica questione pongo con forza al mio partito e ai cittadini calabresi: la Calabria non può e non deve più tornare indietro. Non possiamo più ritornare alle vecchie pratiche del passato che hanno generato solo sperpero di risorse pubbliche e alimentato per anni i mulini dello spreco e delle clientele che abbiamo definitivamente chiuso».

«Noi non avevamo la bacchetta magica - ha aggiunto Oliverio - e non abbiamo risolto tutti i problemi. Una cosa, però, l'abbiamo fatta: abbiamo messo la Calabria sulla strada della crescita e del futuro. C'è ancora tanto altro da fare e vogliamo lavorare e impegnarci con tutte le nostre forze per portare avanti il lavoro che abbiamo iniziato "con i piedi nel fango", partendo da una situazione di grave abbandono e precarietà. Ai calabresi chiediamo soltanto di darci fiducia per portare avanti i lavori che abbiamo avviato in questi anni».

Rispetto alle vicende giudiziarie che lo riguardano, Oliverio ha precisato: «Nei mesi scorsi sono stato oggetto di un provvedimento giudiziario, di una misura che mi ha imposto per tre mesi di essere confinato a San Giovanni in Fiore. Quel provvedimento, come è noto a tutti, è stato dichiarato dalla Corte di Cassazione assolutamente infondato. La Suprema Corte ha parlato testualmente di un "chiaro pregiudizio accusatorio" e di "assenza di indizi di colpevolezza" nei miei confronti. Nei giorni scorsi sono stato oggetto, è la prima volta che ne parlo - ha dichiarato - di un altro provvedimento di sequestro di beni personali. Il provvedimento è stato assunto il 5 agosto scorso. Tre giorni dopo, però, i miei conti sono stati liberati e sono tornati alla mia disponibilità. Si è fatto prima il clamore e poi si è provveduto alla verifica di quanto era stato messo in atto. Questo modo di agire e di procedere non va bene, perché ciò conferma un chiaro e reiterato pregiudizio accusatorio nei confronti del sottoscritto». 

Il sequestro dei conti cui ha fatto riferimento il presidente Oliverio nel suo intervento a Cirò Marina venne eseguito dalla Guardia di finanza di Catanzaro e riguardava la somma di 95 mila e 475 euro (LEGGI LA NOTIZIA). Il provvedimento di sequestro era stato emesso dal Gip di Catanzaro Antonio Battaglia, su richiesta della Procura di Catanzaro. La contestazione mossa al presidente Oliverio riguardava un’ipotesi di peculato per l’utilizzazione di fondi pubblici, destinati alla promozione turistica della Regione Calabria, «impiegati - secondo l’ipotesi accusatoria - per finanziare un evento giornalistico, svoltosi nel luglio 2018 a Spoleto, con finalità privatistiche di promozione politica».

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